La sostenibilità degli aeroporti del futuro

Oggi un aeroporto appare sempre meno semplicemente come un’infrastruttura attrezzata per i movimenti di un aeromobile e per il transito dei passeggeri, ma sempre più come soggetto economico che ha interesse ad incrementare il volume di affari, ovvero il traffico di velivoli, passeggeri e merci. L’aumento del traffico è giustificato dall’aumento della domanda di trasporto, sia per affari che per turismo e tale aumento, se da un lato soddisfa la domanda e produce ricchezza, dall’altro produce effetti negativi sull’ambiente. È per questo che anche l’architettura è chiamata a fare qualcosa per cercare soluzioni che possano in qualche modo ridurre tali effetti negativi e a pensare a strutture che possano unire funzionalità e sostenibilità. Alcuni passi avanti sono già stati compiuti in questa direzione, per cui vogliamo indicarne alcuni esempi.

Galapagos. Le isole dell’intero arcipelago sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1978 come sito naturale e, anche per questo motivo, nella progettazione e nella costruzione dell’aeroporto è stata posta particolare attenzione all’utilizzo di sistemi energetici e di metodologie costruttive volte all’abbattimento dell’impatto ambientaledell’edificio stesso. L’aeroporto dell’isola di Baltra alle Galapagos rappresenta un esempio di sostenibilità ed ha ricevuto ilcertificato LEED Gold: un riconoscimento per un’opera che è alimentata per il 35% da energia prodotta dai pannelli fotovoltaici ad alta efficienza integrati nella copertura, per il 65% dalle pale eoliche situate in punti dell’isola e collegati direttamente allo scalo. Il terminal di 6000 mq è sorretto da una struttura in acciaio riciclato in larga parte dalla struttura preesistente e possiede un proprio impianto di dissalazione che tratta l’acqua di mare per contribuire al risparmio delle risorse idriche dell’arcipelago. Un sistema di recupero, trattamento e riutilizzo delle acque grigie nei bagni contribuisce a ridurre notevolmente i consumi. L’illuminazione naturale è garantita da numerose vetrate, mentre la ventilazione naturale è favorita dalle fessure in corrispondenza dei lucernai e da un sistema di areazione meccanica. Infine, i materiali utilizzati sono stati scelti in base alla vicinanza delle aziende produttrici al sito.

aeroporti del futuroFonte: www.closeupengineering.it

Città del Messico. L’architetto inglese Norman Foster e quello messicano Fernando Romero si sono aggiudicati il progetto di ampliamento dell’aeroporto di Città del Messico, i cui lavori sono iniziati lo scorso anno. Il futuro aeroporto dovrà essere sostenibile ed avrà una struttura a forma di X per ricordare le ali dell’aquila che campeggia sulla bandiera messicana. Sarà caratterizzato da un unico terminal ricoperto da una griglia di acciaio a forma di conchiglia e sarà uno degli scali più grandi del mondo. L’efficienza energetica sarà il suo più grande vanto: verranno sfruttate energia solare e acqua piovana. Non avrà aria condizionata e riscaldamento grazie ad un sistema di ventilazione naturale ed è stato progettato in modo che i passeggeri debbano percorrere le distanze più brevi possibile senza adoperare tunnel o mezzi di trasporto interni per connettersi ai vari punti della struttura.

aeroporti del futuroFonte: www.dagospia.com

Kuwait. Lo studio britannico Foster & Partners ha progettato anche il Kuwait International Airport, l’aeroporto di Kuwait City che sarà realizzato nel mezzo del deserto. Il terminal è ideato per accogliere 50 milioni di passeggeri l’anno e intorno alla costruzione centrale, alta 25 metri si sviluppano, le tre ali simmetriche dei cancelli di imbarco che fanno sembrare l’aeroporto un enorme trifoglio. Avrà tetti ricoperti da pannelli solari in grado di trasformare la luce solare in energia elettrica, aperture vetrate che filtrano la luce naturale, dotate di blocco automatico in caso di eccessivo irradiamento e sistemi isolanti capaci di rinfrescare naturalmente. Infine, avrà un’elegante entrata dall’effetto “oasi rinfrescante”: un micro mondo pieno di piante autoctone adornato da piscine e cascate d’acqua.

aeroporti del futuroFonte: www.tehranlux.com

Kutaisi, Georgia. È stato recentemente completato il Kutaisi International Airport in Georgia che si basa su sostenibilità, trasparenza, qualità ambientale nei terminal per chi viaggia e negli uffici per chi lavora. Progettato da UNStudio, si presenta con un volume onnicomprensivo e protettivo caratterizzato da due dettagli architettonici intorno a cui si organizzano le funzioni dell’aeroporto: l’angolo all’esterno (che ha funzione di punto di incontro) e la cosiddetta struttura ad “ombrello” all’interno (che definisce il passaggio per coloro che sono in partenza). Tutto è avvolto in una struttura trasparente che permette la vista sul Caucaso e garantisce grande luminosità e spazi aperti. La torre di controllo, alta 55 m e integrata al design del terminal, ospita anche alcuni uffici e l’illuminazione LED la anima dal tramonto e all’alba, cambiando colore ogni volta che c’è una fluttuazione della velocità del vento. Una grande fonte naturale sotterranea di acqua costituisce la base per la riduzione dei consumi energetici e i pavimenti del terminal e della torre di controllo utilizzano quest’acqua per mantenere la regolazione della temperatura.

aeroporti del futuroFonte: www.domusweb.it

Aldilà di questi interessanti progetti e nuove realizzazioni che seguono principi sostenibili di cui si sente sempre più l’esigenza, ci auguriamo però che si faccia qualcosa anche per “trasformare” secondo una veste più green gli aeroporti già esistenti. L’impatto ambientale degli aeroporti è tema più che contemporaneo e vicinissimo alla nostra quotidianità, perché non solo sono sorgente di inquinamento acustico ed atmosferico, ma se consideriamo il traffico di superficie da e verso un aeroporto ci viene subito in mente la congestione sulle nostre strade che ha come conseguenza l’ulteriore inquinamento atmosferico. Sarebbe un bene, dunque, guardare alla futura espansione del trasporto aereo, ed in particolare degli aeroporti, non guidati soltanto da fattori di natura economica, ma anche e soprattutto da considerazioni di carattere sociale ed ecologico, secondo un approccio che sappia equilibrare effetti positivi e caratteri negativi, cercando di ridurre questi ultimi in maniera sempre maggiore.

Author: Simone Animobono

Credits Cover: www.booked.net



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