Un viaggio nel mondo delle Architetture in Titanio

L’innovazione tecnologica, modificando processi costruttivi e introducendo nuovi materiali, sempre più rapidamente, ed intensamente, sta stravolgendo il genoma dell’architettura contemporanea. Riscrivendone i codici interpretativi, i linguaggi, le finalità. Trasformandola profondamente e restituendoci, in un processo fluido e in perenne evoluzione, un’architettura sempre meno “ideale” e sempre più “reale”. È lungo questi binari concettuali che corre veloce il treno delle architetture in titanio. Con questo materiale bianco argenteo che, pur noto dagli anni Sessanta e applicato essenzialmente nell’industria militare, navale o aerospaziale, inizia ad essere timidamente sperimentato in architettura, in Giappone, solo nel 1980. Giungendo, poi, in Europa solo nel 1997 quando Frank Gehry decide di impiegarlo per il suo Guggenheim Museum di Bilbao.

architetture in titanio

Fonte: www.edilportale.com

Eppure, per le sue innumerevoli proprietà e le sue elevate potenzialità non ancora totalmente esplorate e rivelate, come pure per il suo uso che solo nell’ultimo decennio sta crescendo esponenzialmente in ragione del progresso tecnico-tecnologico raggiunto, il titanio potrebbe essere considerato uno “smart material”, un materiale “intelligente”. Il titanio, infatti, presenta notevoli caratteristiche fisiche e meccaniche: oltre a resistere alla corrosione e ad attenuare i rumori, ha una resistenza meccanica comparabile a quella dell’acciaio al carbonio, ma il rapporto resistenza meccanica/densità è molto più elevato. Se si considerano le sue leghe, in particolare quella più diffusa con vanadio (4%) e alluminio (6%), questo rapporto migliora ulteriormente. Questo metallo, inoltre, presenta un elevato punto di fusione (1650 °C), una bassa densità (4,5 gr/cm3 contro 7,9 g/cm3 dell’acciaio), una elevata inerzia termica e un basso coefficiente di dilatazione termica (la metà di quello degli acciai inossidabili, pressappoco uguale a quello del vetro o del calcestruzzo). Specificatamente alla resistenza alla corrosione, occorre evidenziare come questa capacità derivi dalla sottile pellicola di ossido che lo protegge che si autogenera spontaneamente sulla sua superficie, producendo il considerevole beneficio di sopportare gli effetti dell’inquinamento atmosferico reagendo benissimo, anche con spessori molto sottili, alle emissioni urbane ed industriali.

architetture in titanio

Fonte: www.progettarearchitettura.it

Tra i pregi del titanio, poi, occorre inserire sia l’elevata lavorabilità che conferisce al materiale una preziosa versatilità e duttilità, sia la profonda ecologicità risultando sia interamente riciclabile sia completamente atossico. Un materiale, quindi, da quanto può evincersi da questa disamina e nonostante il “difetto” nell’immediato di avere per chilogrammo un costo relativamente alto (ammortizzabile, però, nel medio lungo termine con una manutenzione quasi nulla), che bene si presta alle esigenze di un’architettura sempre più performante ed elegante, sociale e naturale, sia quando declinata sulla “grande opera” a scala nazionale sia sulla “piccola opera” a scala urbana. Le prime importanti sperimentazioni del titanio in architettura, dunque, avvengono in Giappone. Degne di nota, infatti, sono le realizzazioni delle coperture del palazzo della Tokyo Electric Power (1984) e del Fukuoka Dome, lo stadio di baseball più grande del Giappone (1994). Sebbene oggi questo materiale sia utilizzato per rivestimenti esterni e interni, per la copertura di edifici, per opere d’arte come sculture e monumenti, per particolari decorativi di arredo urbano, è indubbio, tuttavia, che con il Guggenheim Museum di Bilbao, il titanio abbia assunto una dignità internazionale grazie anche all’elegante e sapiente uso che ne fa l’architetto Frank Owen Gehry.

architetture in titanio

Fonte: www.visionaireworld.com

Bilbao. Il Museo Guggenheim di Bilbao, chiamato anche per un richiamo alla sua particolarissima forma “il fiore di titanio”, è stato inaugurato nel 1997. Costruito su un vecchio terreno industriale, occupa complessivamente 24.000 mq, di cui 10.600 mq dedicati agli spazi espositivi suddivisi in una serie di volumi tra loro magistralmente interconnessi. Da contenitore di opere d’arte ad opera d’arte essa stessa, questa struttura, come una scultura a cielo aperto, si riflette sulle acque del fiume Nerviòn e su quelle di un laghetto artificiale situato ai suoi piedi ad un livello leggermente più alto di quello del fiume. Nella realizzazione del Museo Guggenheim, è stato dato, perciò, risalto al collegamento con il centro urbano. L’entrata principale, infatti, si trova al termine di uno dei viali che conducono al centro storico di Bilbao.

architetture in titanio

Fonte: www.architettura-italiana.com

Roma. Progettato da Renzo Piano e inaugurato nel 2002, l’auditorium Parco della Musica – realizzato su un’area di 55.000 mq nel quartiere Flaminio, tra la Villa Glori, la collina dei Parioli e il Villaggio Olimpico – è un complesso multifunzionale capace di ospitare eventi musicali e culturali di vario genere. I volumi principali del complesso, sormontati da coperture in titanio, sono costituiti dalle tre sale da concerto, allocate in edifici di diverse dimensioni, con una forma che richiama quella di uno scarabeo, e disposte a raggiera intorno a un anfiteatro all’aperto, la cavea, che può accogliere circa 3.000 spettatori.

Da questi due esempi, tra i tanti oggi disponibili, anche come detto su scala urbana, infine, si evince che solitamente si ricorre al titanio nella sua colorazione argentea ‘naturale’ la quale, peraltro, assume aspetti diversi al variare del tipo di laminazione, di sabbiatura, di decapaggio o di passivazione subiti. La laminazione del materiale, in particolare, è meritevole di attenzione perché a seconda di come viene effettuata può portare a superfici opache o, al contrario, a finiture capaci di dare riflessi colorati con tonalità che cambiano al variare dell’illuminazione, così, ad esempio, da apparire gialle al mattino, oppure grigie se non c’è il sole, possono poi diventare bianche verso mezzogiorno, rosa al tramonto, blu di notte o con lampi cangianti e multicolori se illuminate con luce artificiale.

Credits cover: www.spanishcontemporaryart.gallery

Author: Giuseppe Milano,

ingegnere edile-architetto e giornalista ambientale



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