La Bank of America Tower e la sfida dei Grattacieli Sostenibili

Una delle sfide dell’architettura contemporanea è quella che ricerca soluzioni di sostenibilità da applicare in quei progetti in cui, apparentemente, ciò potrebbe dimostrarsi difficoltoso. E’ il caso delle grandi strutture verticali, i grattacieli, la cui realizzazione richiede, da sempre, la messa in campo di enormi quantità di risorse sotto il profilo progettuale, economico, sociale, dell’impatto sull’ambiente e sul contesto. Tuttavia esistono esempi virtuosi anche in questo settore: di alcuni, come il One World Trade Center, il Bosco Verticale o quelli realizzati in legno, ci siamo già occupati all’interno del blog. In questo post approfondiremo uno di quelli che, al momento della sua ideazione e costruzione, ultimata nel 2009, è stato celebrato come uno dei più green ed ecologici degli Stati Uniti e del mondo.

Si tratta della Bank of America Tower, che sorge a Midtown, nel cuore di Manhattan, di fronte a Bryant Park. Con i suoi 55 piani fuori terra per 366 m circa di altezza (guglia compresa), è stato progettato da Cook+Fox Architects con l’intenzione di definire nuovi standard per gli edifici ad elevate prestazioni, sia dal punto di vista della qualità dei locali interni (uffici) sia per quanto riguarda il rapporto con l’ambiente e la sostenibilità. Partendo dall’intenzione di sottolineare e valorizzare al massimo l’illuminazione e la ventilazione naturali, gli architetti hanno cercato di dare nuovo valore alla tipologia del grattacielo.

Bank of America Tower

Fonte: www.archdaily.com

L’edificio si inserisce, incastrandosi, all’interno del denso e regolare contesto urbanizzato di Manhattan e, con il suo ingresso trasparente ad angolo e con l’Urban Garden Room, un giardino che amplia l’area verde di Bryant Park, definisce uno spazio intermedio tra l’ambiente della strada e della città e quello del lavoro, e nel quale la luce naturale è protagonista. Per poter consentire a quest’ultima di mantenere tale centralità, il volume del grattacielo è stato sviluppato a partire da una pianta del piano terra rettangolare (e così necessariamente definita dalla griglia delle streets e delle avenues) per poi trasformarsi e sfaccettarsi nel suo percorso di ascesa verso l’alto, allo scopo di garantire agli interni il massimo dell’illuminazione e di moltiplicare le possibilità di godere della vista del parco.

Bank of America Tower

Fonte: www.archdaily.com

Dal punto di vista delle tecnologie e delle strategie impiegate e finalizzate al raggiungimento della massima sostenibilità, vi sono innanzitutto le scelte relative ai materiali, in larga parte riciclati, riciclabili e di provenienza locale (entro un raggio massimo di circa 500 miglia da New York). Ad esempio, per quanto riguarda l’acciaio ed il cemento utilizzati per la struttura, il primo è riciclato per l’87%, mentre il secondo è ottenuto da inerti ricavati, per circa il 45%, da residui d’altoforno. Gli enormi pannelli in vetro che compongono il curtain wall sono stati assemblati fuori cantiere, nei pressi di New York, poi trasportati e posti in opera: si tratta di vetri riflettenti e basso emissivi che, da un lato, assicurano l’illuminazione naturale degli interni, dall’altro, costituiscono una schermatura contro le dispersioni termiche. All’interno, un sistema di LED supporta la quantità di luce proveniente dall’esterno e consente la regolazione dell’intensità luminosa nei singoli ambienti, con notevoli vantaggi dal punto di vista di sprechi e dispersioni.

Bank of America Tower

Fonte: www.archdaily.com

Dal punto di vista energetico la Bank of America Tower è dotata di un impianto di cogenerazione da circa 4,6 MW, in grado di coprire quasi il 70% del fabbisogno annuale di elettricità dell’edificio. E’ supportato da un sistema di accumulo termico che durante la notte e nelle ore meno intense immagazzina ghiaccio che viene poi riutilizzato, nelle ore di punta, per il raffrescamento interno: questo consente, nello stesso tempo, di ridurre il carico di energia acquisito dalla ben più onerosa rete urbana. L’aria così raffreddata viene quindi trasportata, alla temperatura media di 17°C, all’interno di colonne verticali e da qui distribuita ai vari piani attraverso il pavimento sopraelevato. E’ inoltre consentita a ciascun utente la regolazione autonoma della temperatura del proprio ambiente di lavoro, così da evitare sprechi. Tutta l’aria che transita nell’edificio, sia in entrata che in uscita, viene filtrata e tenuta sotto costante controllo da sistemi di monitoraggio che, attraverso sensori, misurano la quantità di anidride carbonica presente e, di conseguenza, regolano la ventilazione.

Bank of America Tower

Fonte: www.archdaily.com

Sistemi all’avanguardia sono stati messi in campo anche per quanto riguarda il recupero dell’acqua: quella meteorica, derivante da piogge e neve, è interamente recuperata e riutilizzata all’interno della struttura, in parte nei servizi igienici ed in parte per il raffrescamento dell’aria. Questo, insieme all’impiego di speciali orinatoi senz’acqua, consentono di risparmiarne annualmente circa 30 milioni di litri.

Tali sistemi ed accorgimenti sono valsi all’edificio la certificazione LEED Platinum, primo grattacielo di tipo commerciale ad ottenerla, e dimostrano la grande attenzione che, in fase di progettazione e realizzazione, è stata riservata alla qualità dell’ambiente lavorativo interno ed all’impatto sulla natura e sulle risorse. Tutto ciò dà inoltre prova del fatto che, effettivamente, vi sono possibilità reali e concrete di architettura sostenibile anche laddove il contesto, in questo caso la fitta e rigida griglia geometrica di Manhattan, rende necessarie scelte più ardite.

Credits cover: www.durst.org

Author: Elena Ottavi



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