Le biblioteche contemporanee tra sostenibilità e socializzazione

Nell’era del computer e del web le biblioteche per fortuna non sono scomparse, ma sicuramente hanno modificato il loro ruolo. Un tempo erano luoghi polverosi, spesso bui, percorsi da ballatoi scricchiolanti e lunghi tavoli, frequentati solo da studiosi o addetti ai lavori. Erano luoghi dove si andava a leggere, studiare ed effettuare ricerche, mentre oggi vi si organizzano incontri culturali, mostre temporanee, conferenze. Pur rimanendo degli spazi dove è possibile leggere un libro o un giornale, le biblioteche si sono trasformate in luoghi dove a tutti può venir voglia di accedere anche solo per trascorrere il proprio tempo libero. Questo ampliamento di funzioni ha inevitabilmente portato con sé un cambiamento di forme e di caratteristiche dell’edificio. Gli architetti si son messi alla ricerca di un nuovo linguaggio per promuoverne i nuovi contenuti e le aree delle biblioteche sono diventate ampie e luminose, ariose e polifunzionali e così non stupisce più vedere laboratori per la progettazione o per i bambini accanto a sale di lettura o aree wi-fi e per il relax accanto a sale studio.

La biblioteca pubblica più grande della Scandinavia sorge nella città di Aarhus, in Danimarca ed è stata progettata dallo studio Schmidt Hammer Lassen. Aperta a giugno 2015, Dokk1 appartiene alla generazione di biblioteche moderne pensate come luoghi eterogenei fatti per la socializzazione e lo scambio culturale. Ha una forma poligonale il cui cuore è costituito dal volume centrale vetrato che fa da ingresso ai due piani e che permette una vista sul porto e sulla città. Quattro grandi scalinate compongono l’ingresso della struttura e il tetto è stato ricoperto da 3.000 mq di celle fotovoltaiche che alimentano con energia pulita le diverse parti dell’edificio. Il fabbisogno energetico è, quindi, soddisfatto dall’energia del sole, senza dimenticare che le enormi vetrate che abbracciano l’edificio minimizzano le necessità di illuminazione.

Le biblioteche contemporanee tra sostenibilità e socializzazioneFonte: www.architect9.com

Orientata ai principi della sostenibilità è anche la Biblioteca San Giorgio di Pistoia, inaugurata nel 2007. La nuova struttura recupera vecchi capannoni industriali della fabbrica dell’ex-Breda, dove si realizzavano carrozze per convogli ferroviari. L’area in cui sorge la biblioteca è prossima al centro città e la riconversione che l’ha interessata ne ha costituito il passaggio da fabbrica ferroviaria a fabbrica della cultura. Ai progettisti è stato chiesto di conservare l’impianto originario non tanto per proteggere qualità edilizie di rilievo, ma per preservarne la memoria storica. Le navate che caratterizzano la struttura si aprono intorno ad un corridoio centrale che permette l’accesso ai diversi servizi e costituisce il cuore dell’edificio. Il rivestimento è in laterizio e sulla copertura compaiono dei camini di sole che favoriscono la ventilazione e l’illuminazione naturale dell’ambiente.

Le biblioteche contemporanee tra sostenibilità e socializzazioneFonte: www.lanazione.it

La biblioteca Liyuan, in un villaggio a due ore da Pechino, sorge a ridosso di un piccolo lago. L’intero involucro è realizzato da sottili legni che ne percorrono in maniera non sempre lineare tutto il contorno e si integra perfettamente nello scenario naturale che la circonda: un’area che invita alla contemplazione, lontana dal caos e, quindi, luogo ideale per la lettura. La non linearità del legno che riveste la struttura e percorre le ampie superfici vetrate consente alla luce di filtrare all’interno di uno spazio dove le superfici, poste a diverse quote, separano le aree adibite alla lettura da quelle destinate al dibattito. Si tratta di un edificio semplice, in cui il legno è il materiale predominante anche negli arredi interni, ricordando così le antiche costruzioni rurali caratteristiche del villaggio. La scelta di utilizzare materiale reperibile in loco è uno dei principi fondamentali della filosofia ecosostenibile perchè riduce problemi di trasporto ed inquinamento, permette un risparmio economico ed aiuta a conservare le tradizioni dei luoghi.

Le biblioteche contemporanee tra sostenibilità e socializzazioneFonte: www.whitehatarchitecture.blogspot.com

La Fayetteville Public Library (Arkansas, USA) è stata premiata nel 2005 come biblioteca dell’anno ed ha ricevuto la certificazione LEED grazie alle caratteristiche green che hanno accompagnato l’edificio dalla sua progettazione alla sua realizzazione. E’ stata costruita a pochi isolati di distanza dalla piazza storica di Fayetteville e durante la sua realizzazione circa il 99% degli scarti di cantiere sono stati riutilizzati o riciclati. Il suo tetto verde ha permesso una drastica riduzione dell’effetto isola di calore e viene irrigato tramite acqua piovana, producendo un risparmio di circa 2 milioni di litri di acqua all’anno.

Le biblioteche contemporanee tra sostenibilità e socializzazioneFonte: www.fayettevilleflyer.com

Citando questi esempi non si vuole sminuire il meraviglioso e insostituibile patrimonio di biblioteche antiche di cui abbiamo la fortuna di godere anche in Italia. Esse rimangono spazi affascinanti in cui immergersi, beni da tutelare e valorizzare, ma è evidente il cambiamento di ruolo e linguaggio di cui “l’edificio biblioteca” si è reso protagonista nell’epoca contemporanea. L’architettura della biblioteca deve rispondere a nuove sfide ed essa non può più essere considerata solo come un deposito per la conservazione dei documenti, ma anche come laboratorio, centro di informazione, luogo di aggregazione sociale che per sopravvivere deve rinnovarsi e diventare spazio aperto, non chiuso.

La nuova sfida è pensarci in termini di costruzione sostenibile e per questo abbiamo scelto alcuni esempi di biblioteche attente a questioni come illuminazione naturale, riscaldamento e condizionamento a basso costo energetico, ma che siano allo stesso tempo accessibili e vicine a trasporti pubblici. Bisogna cercare di ridurre l’impatto ecologico senza rinunciare all’idea di un luogo dove la gente possa sedersi su comode poltrone e possa leggere e lavorare in spazi confortevoli, che sia “accogliente”, dove sia possibile consultare libri, ma dove ci si possa incontrare, quasi come avviene in un bar.

Author: Simone Animobono

Credits Cover: www.21secolo.it



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