Costruire in terra cruda: il Ricola Herb Center

Costruire in terra cruda significa utilizzare uno dei materiali più antichi del mondo e non è un caso che, dappertutto e fin dagli albori, si siano costruite abitazioni o edifici di culto che ne prevedevano in larga parte l’impiego. Chi non è affascinato dalla Grande Muraglia Cinese, dalle città yemenite o dalle città del Marocco, che sono solo alcuni dei tanti esempi che si potrebbero fare e che sono riusciti a sfatare, con la loro sopravvivenza, il radicato pregiudizio della fragilità di questo materiale.

La terra cruda è argilla impastata e lasciata seccare naturalmente senza alcun tipo di cottura e ne esistono diverse tecniche di impiego. Alcune di esse sono: il pisè, che consente di realizzare murature continue portanti compattando strato dopo strato terra umida battuta all’interno di casseforme di legno (casseri); l’adobe, dove l’impasto, sagomato in elementi modulari, viene fatto essiccare prima della posa in opera; il torchis, tecnica che si serve di una griglia, metallica o di legno, ancorata ad una struttura portante e ricoperta da uno o più strati di terra e paglia.

La normativa italiana non prevede che si possano costruire case interamente in terra cruda, anche se di fatto ne esistono diverse sul nostro territorio. In altri paesi come ad esempio la Francia, la Germania o la Svizzera, invece, l’impiego di questo materiale sta conoscendo una nuova fase di interesse e applicazione.

Ne è testimonianza il Ricola Herb Center, a Laufen (Svizzera), degli architetti Herzog e de Meuron (inaugurato nel Maggio 2014): il centro è stato costruito per l’omonima produttrice svizzera di caramelle e tisane. L’obiettivo era concentrare in un unico edificio tutte le fasi di lavorazione delle erbe: stoccaggio, asciugatura, taglio e trasformazione.

Di fatto si tratta di una struttura a pilastri in cemento armato rivestita da pannelli prefabbricati di argilla pressata. La sua semplice forma compatta è interrotta solo da grandi finestre rotonde che permettono di avere scorci dell’esterno.

Fonte: www.archilovers.com

 Un qualcosa di arcaico riveste questo geometrico volume allungato il cui materiale di fabbricazione proviene dalle zone che circondano la città di Laufen; si tratta, dunque, di materiale a km 0, che ammortizza costi di trasporto poiché non arriva da lontano ed è facilmente reperibile.

Grazie alla sua traspirabilità e alle sue proprietà igrometriche la terra cruda stabilizza la temperatura, assorbendo momentanei eccessi di vapore acqueo per rilasciarlo quando l’ambiente troppo secco lo richieda e riducendo, quindi, il consumo per il condizionamento. Il muro stesso diviene il regolatore naturale dell’umidità interna della struttura. Il fabbisogno energetico dello stabilimento è, inoltre, integrato da un sistema di riscaldamento che recupera il calore riciclato dall’essiccatoio adiacente e da pannelli solari posizionati sulla copertura.

Tra gli altri, la terra cruda ha il vantaggio di poter essere lavorata facilmente e di permettere l’errore, in quanto basta bagnarla di nuovo e ritorna modellabile. Non presenta nessun rischio per la salute ed anche il suo smaltimento non costituirebbe un problema: il materiale, se unito ad altre componenti naturali, può essere restituito alla natura e non rappresenterebbe in sé un rifiuto permettendo ad un edificio di ritornare, in caso di demolizione, alla “terra” da cui ha preso origine.

Author: Simone Animobono

Credits Cover: www.archilovers.com



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