Costruire secondo natura

Karl Friedrich Schinkel scriveva che “L’architettura è la continuazione della natura nella sua attività costruttiva” a sottolineare come la natura sia alla base di ogni modello e di ogni innovazione. Si può costruire utilizzando tecniche già usate per esempio dagli animali? Questa è l’idea alla base della biomimetica, lo studio che tiene conto di come la natura, fantasiosa per necessità, abbia già risolto molti dei problemi con cui l’architettura sembra essere ancora alle prese. E allora perché non imitarla per migliorare i nostri edifici e il nostro design?

Per i progettisti osservare e modellare le superfici del mondo naturale è un nuovo modo di confrontarsi con l’architettura: studiare i processi biologici e biomeccanici naturali come fonte di ispirazione per il miglioramento di attività e tecnologie umane potrebbe portare a soluzioni architettoniche efficienti e non invasive.

Sembra che la natura sia ricca di strutture che rispondono ad un funzionalismo pienamente ecologico e oggi molti architetti, ingegneri, designer hanno compreso che osservare un nido o un alveare, essere capaci di trarre ispirazione dalla tana di un animale o dalla tela di un ragno, non significa regredire, ma fare un importante passo avanti.

Il nido delle termiti bussola australiane, ad esempio, è costruito in direzione nord-sud per ridurre il calore a mezzogiorno e sfruttare al massimo il sole nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio. Al sorgere del sole il nido viene irradiato dal calore che smorza il freddo della notte desertica e nel pomeriggio torna ad essere irradiato per accumulare calore per la notte. A mezzogiorno la forma verticale e allungata del termitaio offre invece meno superficie al sole proteggendo il nido dall’eccessivo calore. Una serie di camere e gallerie mantengono la temperatura costante all’interno dei termitai, malgrado le escursioni termiche che si verificano all’esterno. Fori di aerazione, situati strategicamente alla base di essi, permettono all’aria fresca di entrare, mentre l’aria viziata, spinta verso l’alto, esce dalla sommità. Le termiti aprono e chiudono i fori di aerazione per regolare la temperatura secondo il bisogno.

Ispirandosi ai principi di regolazione dell’aria dei termitai è nata la scuola Laggarberg in Svezia dell’architetto Anders Nyquist. La scuola è progettata secondo un consumo di energia ridotto, con una climatizzazione automatica basata proprio sulla teoria dei termitai che sfrutta i principi di ventilazione naturale per cui ogni trenta minuti si ha un completo ricircolo dell’aria.

Un altro esempio è l’Eastgate Building, un centro commerciale della città di Harare nello Zimbabwe costruito secondo un modello di raffrescamento passivo: due edifici posti uno di fronte all’altro e collegati da una copertura vetrata si basano su una circolazione dell’aria che viene aspirata al primo piano da ventilatori a basso consumo energetico e pompata in condotti verticali che attraversano le due strutture per poi espellerla all’esterno, in maniera simile a quanto accade in un termitaio.

wwwdoomsteaddinernetFonte: www.doomsteaddiner.net

Oltre ad essere fonte di ispirazione per il funzionamento, la natura è assoluta ispiratrice di forme.

Nel 2014 da una collaborazione tra JDS Architects, Cebra, SeARCH e Louis Paillard è nato un complesso residenziale ad Aarhus in Danimarca. L’opera sorge come risposta alla necessità di riqualificazione del porto della città e ospita edifici configurati da una sagoma composta da “vette”. Si tratta di 200 nuovi appartamenti progettati per integrare diverse fasce sociali che sfruttano l’illuminazione naturale e che visti da lontano sembrano comporre un enorme iceberg. Affacciati sul mare questi “palazzi ghiacciati” cercano di integrare sempre più l’edilizia con l’ambiente circostante facendo attenzione all’ecosostenibilità.

architizercom_1Fonte: www.architizer.com

Arbre Blanc”è, invece, il progetto che l’architetto giapponese Sou Fujimoto ha pensato per Montepellier. Si tratta di un edificio di 17 piani a forma di albero che dovrebbe ospitare 120 appartamenti, una galleria di arte contemporanea, un ristorante ed uffici. Per la sua realizzazione l’architetto si è ispirato alla tradizione della vita all’aria aperta e a forma degli alberi. Il grattacielo futuristico avrà balconi che imitano i rami e appartamenti studiati in modo da richiamare la struttura delle foglie a ventaglio per assorbire la luce del sole, garantendo così elettricità.

larchitecturedaujourdhuifrFonte: www.larchitecturedaujourdhui.fr

Potremmo fare altri esempi che vanno in questa direzione e basterebbe pensare anche soltanto alle opere di Antoni Gaudì per capire quanto il mondo naturale possa farsi spazio nell’estro creativo di un architetto. Entrare nella Sagrada Familia è come entrare in un bosco, salire una scala tortile è come salire sul guscio di una conchiglia, appoggiarsi alle colonne di Parc Guell è come appoggiarsi al tronco di un albero e la sua panchina disegna delle curve come il movimento sinuoso di un serpente…

Sembra dunque che qualsiasi costruzione o progetto architettonico, tradizionale o avveniristico che sia, non possa fare a meno di un serrato dialogo e di un intenso confronto con l’ambiente che ci circonda. Imparare dalla natura serve a restituire alla natura stessa un habitat modificato ma in sintonia con essa: aiuta ad acquisire un atteggiamento più responsabile nella progettazione e, a questo punto, pare non rimanga altro che guardarsi attorno e saper osservare per trovare ciò di cui si ha bisogno.

Author: Simone Animobono

Credits Cover: www.davidwolfeaustraliantour.com



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