Empire State Building: un modello di efficienza

Sostenibilità ed efficienza energetica sono tematiche con le quali oggi siamo quotidianamente costretti a confrontarci e sui cui ci troviamo, sempre più spesso, a riflettere. In ambito edilizio, solitamente, tendiamo ad associare tali questioni solo alle nuove progettazioni e realizzazioni, tuttavia tali interventi non sarebbero sufficienti, da soli, per ridurre in maniera considerevole le emissioni ed il consumo di energia. La loro produzione è infatti dovuta, per la maggior parte, all’ambiente edificato esistente, la cui riqualificazione costituisce un tassello fondamentale ed imprescindibile della lotta globale contro l’inquinamento e lo spreco delle risorse.

Un caso emblematico è quello rappresentato dagli interventi di riqualificazione energetica che hanno interessato l’Empire State Building, uno dei grattacieli simbolo di New York.

Empire State Building: un modello di efficienza

Fonte: www.cnd.theatlantic.com

Con i suoi 102 piani e 443 m di altezza, questo edificio per uffici è stato, dal 1931 (anno in cui è stato realizzato) al 1972 (anno di inaugurazione delle Torri Gemelle del World Trade Centre), il più alto di New York e del mondo e ha da sempre affascinato per la sua monumentalità ed innovatività. Se nel 1931 questo gigante non ha stupito il mondo perchè costruito secondo criteri di sostenibilità all’epoca ancora ben lontani dalle menti dei progettisti, ma per l’avanguardia delle tecniche, l’altezza ed i tempi brevissimi di realizzazione (15 mesi circa), oggi può farlo. Questo grazie al progetto di riqualificazione condotto dal team composto da membri della Clinton Climate Initiative, della Johnson Controls, della Jones Lang LaSalle e del Rocky Mountain Institute in collaborazione con la Empire State Building Company e finalizzato alla trasformazione di questo edificio in un modello di efficienza energetica e sostenibilità.

Il progetto, il cui costo è stato valutato intorno ai 13 milioni di dollari (pari a circa 10 milioni di euro), ha come obiettivo principale l’abbattimento del 40% dei consumi: il risparmio che ne risulta, circa 4,5 milioni di dollari l’anno sui costi delle bollette, consente il recupero entro tre anni delle spese sostenute per la riqualificazione.

Ma quali sono nel dettaglio le procedure e gli interventi che sono stati messi in atto?

Il primo passo ha riguardato il miglioramento dei problemi di inefficienza di finestre e pareti, così da ridurre, innanzitutto, le dispersioni di caldo e freddo che avrebbero annullato gli effetti positivi prodotti dall’eventuale miglioramento dei sistemi di riscaldamento e condizionamento.

Empire State Building: un modello di efficienza

Fonte: www.popsci.com

Dal momento che la sostituzione di tutte le finestre non sarebbe stata praticabile per motivi sia economici sia legati allo smaltimento dell’enorme quantità di rifiuti che ne sarebbe derivata, il team ha optato per un processo di rinnovamento. Tutte le 6.514 finestre dell’Empire State Building sono state perciò smontate, trasportate all’officina ricavata al quinto piano dell’edificio e disassemblate. Una volta pulite sono state riassemblate con due piccoli accorgimenti: l’inserimento all’interno del doppio vetro di una pellicola termoriflettente capace di ridurre la trasmittanza, ed il riempimento dell’intercapedine con una miscela di gas isolanti variabile in funzione di posizione ed esposizione. Le finestre così riqualificate risultano fino a 4 volte più efficienti dal punto di vista termico, con prestazioni quasi equivalenti a quelle di infissi a triplo vetro ma ad un costo nettamente inferiore.

Empire State Building: un modello di efficienza

Fonte: www.building.co.uk

Gli interventi sulle pareti esterne hanno riguardato quelle poste al di sotto delle finestre, alle spalle dei termosifoni: essendo prive di qualsiasi tipo di isolamento, generavano una notevole dispersione di calore verso l’esterno. Con l’inserimento di una barriera isolante, in inverno, il 24% di calore in più viene riflesso all’interno dell’edificio, mentre in estate lo stesso avviene ma con l’aria raffrescata dai condizionatori.

Il miglioramento dell’efficienza dell’esterno dell’edificio ha ridotto le esigenze interne in fatto di impianti di riscaldamento, ventilazione e condizionamento e, di conseguenza, consentito la riqualificazione dei gruppi refrigeratori esistenti invece della loro sostituzione. Questi strumenti raffreddano e trasportano l’acqua alle unità di ventilazione in cui l’aria viene forzata e rinfrescata ma erano privi di sistemi di regolazione intermedi. La loro riqualificazione ha per questo previsto l’installazione di convertitori a velocità variabile e di controlli migliorati, così da fare in modo che i gruppi refrigeratori producano solo il necessario all’edificio. Il risultato è una riduzione del 5% nel consumo energetico complessivo dell’Empire State Building.

Empire State Building: un modello di efficienza

Fonte: www.popsci.com

Accorgimenti analoghi sono stati applicati alle unità di trattamento aria presenti ad ogni piano, le quali mettono in ricircolo l’aria fresca dentro e fuori, raffreddando e ventilando gli ambienti. Ma i diversi ambienti dell’edificio hanno anche differenti esigenze dal punto di vista del riscaldamento e del condizionamento. Mentre le vecchie unità potevano solo essere accese o spente, con notevole dispendio di energia, quelle nuove utilizzano una tecnologia a portata variabile che regola in modo continuo l’aria emessa, in modo da adeguarla alle richieste interne di condizionamento e ventilazione dei diversi spazi rilevate dalla rete centrale di controllo.

Un altro importante investimento ha riguardato la creazione di un’ampia rete wireless finalizzata al controllo e monitoraggio degli impianti attraverso sensori che, costantemente, rilevano le esigenze climatiche interne e l’efficienza dei sistemi ed evitano gli sprechi.

Empire State Building: un modello di efficienza

Fonte: www.i.telegraph.co.uk

Se alla sua inaugurazione nel 1931 l’Empire State Building ha fatto meravigliare per la sua monumentalità e l’altezza mai raggiunta prima, continua a farlo ancora oggi ma per ragioni ben diverse: costituisce infatti un esempio ed una dimostrazione evidente di come la sostenibilità e l’efficienza energetica siano strade perfettamente praticabili, anche nei contesti più complessi, e vantaggiose pure dal punto di vista economico. Questi aspetti appaiono tanto più impressionanti se applicati su larga scala, non solo al singolo caso: a New York l’ambiente edificato consuma l’80% di tutta l’energia usata ed è responsabile dell’80% delle emissioni di CO2, nel mondo oltre il 70% dei consumi energetici delle città è attribuibile agli edifici. Costruire nuovi edifici efficienti non è più sufficiente perchè la maggior parte degli edifici del futuro è già qui. Occorre renderli efficienti. 

Author: Elena Ottavi

Credits cover: www.newyork.com

 



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