Facciate dinamiche: architettura in movimento

Negli ultimi decenni la progettazione delle superfici esterne degli edifici ha acquisito un ruolo strategico aprendosi alla sperimentazione di tecnologie sempre più innovative, applicando dei sistemi intelligenti che rendono dinamiche le facciate e che permettono di interagire con i più diversi parametri ambientali.
Diversi professionisti si sono cimentati nella progettazione di elementi cinetici dell’involucro di un edificio, posizionando ad esempio dei sensori che percepiscono le variazioni climatiche e che, secondo la temperatura esterna, inviano comandi per far azionare elementi mobili. Prendono forma così delle facciate che cambiano aspetto, che si muovono e che potremmo definire “cinetiche”. Si tratta di apparati meccanici ed elettronici che consentono il movimento di alcune parti della struttura senza che ciò ovviamente influisca sulla stabilità dell’edificio; un’idea che può sembrare futurista, ma che è espressione del progresso tecnologico applicato all’architettura.

Una facciata cinetica potrebbe essere genericamente considerata come un oggetto trasformabile e adattabile a condizioni spaziali e climatiche diverse e di solito è progettata in modo tale che parti di essa possano muoversi e svolgere funzioni che sarebbero impossibili per una struttura statica. Sono facciate che si adattano al contesto e interagiscono con esso, assorbendone gli input attraverso l’azione di agenti naturali o artificiali. Un esempio sono le schermature solari dinamiche, con funzione di contenimento e controllo dei consumi energetici o di abbagliamento.

La facciata dell’Institut du Monde Arabe di Parigi di Jean Nouvel è composta da diaframmi quadrati in acciaio che si aprono e si chiudono ad ogni cambio d’ora mutando l’aspetto in funzione della luce. Tra i pannelli è alloggiato un sistema di griglie che filtrano il flusso luminoso all’interno per mezzo di cellule fotoelettriche. Visitandolo si ha l’impressione di entrare nell’inquadratura di una camera da presa, come sottolinea lo stesso Nouvel: “La sequenza dei passaggi tra diversi volumi e livelli d’illuminazione, a seconda delle diverse traiettorie al suo interno, può essere vista come una serie di angolazioni e aperture di un obiettivo fotografico”. Jean Nouvel realizza una facciata che non solo cambia continuamente, ma che riesce a fondere le forme razionali dell’Occidente con i motivi geometrici tipici degli edifici arabi.

Facciate dinamicheFonte: www.ilgiornaledellarchitettura.com

L’artista americano Ned Khan realizza facciate cinetiche utilizzando componenti bidimensionali in materiale plastico o in vetro o in acciaio inox che sembrano plasmate dal vento e che realizzano effetti ottici luminosi per riflessione dei raggi solari. La facciata del parcheggio dell’aeroporto di Brisbane, in Australia, è ricoperta da piccoli pannelli quadrati in alluminio bloccati in due punti sul lato superiore e lasciati liberi nella parte inferiore, soluzione che permette di farli muovere ad ogni soffio di vento. Passando attraverso i pannelli, il vento fa ondeggiare gli elementi che si muovono ognuno autonomamente: l’effetto globale è una facciata che si muove secondo schemi imprevedibili. Unendo arte e tecnologia si riesce ad ottenere un’opera che non solo produce un effetto a beneficio di chi la vede, ma ha una funzione per l’intero edificio: i pannelli proteggono il fabbricato dalla luce solare e ne favoriscono la naturale ventilazione.

Facciate dinamicheFonte: www.designdirectory.hk

Questo dinamismo delle parti può arrivare addirittura ad interessare non solo l’involucro esterno, ma l’intera struttura tanto da dare origine a risultati sorprendenti come quelli osservabili nella “Casa Fisarmonica”. Indubbiamente si tratta di una costruzione particolare, poiché cambia forma a seconda delle stagioni espandendosi e accorciandosi. Si trova in Svezia, nelle foreste di Glaskogen ed è stata progettata dagli architetti e proprietari Maartje Lammers e Boris Zeisser di 24H Architecture.

Il progetto parte dalla volontà di trasformazione di un capanno in un rifugio per vacanze estive che ha avuto come risultato la realizzazione di un edificio dotato di una parte completamente mobile che si adatta alle diverse condizioni meteorologiche. D’inverno si ritrae e d’estate si espande. Il corpo espandibile è composto dal soggiorno, il resto è dotato di camera, servizi e cucina. Realizzata in legno e vetro per integrarsi completamente con il paesaggio naturale della foresta, è alimentata da pannelli solari sul tetto ed è dotata di una puleggia che, con un sistema di corde e carrucole lungo due rotaie d’acciaio, permette alla struttura di “allungarsi”. Sicuramente un oggetto curioso che però dimostra come l’architettura, grazie alle nuove tecnologie, possa essere adattata agli scopi e alle situazioni più diverse nel rispetto degli ambienti che occupa.

Facciate dinamicheFonte: www.architizer.com

E’ sempre più seguita l’idea di adattare le architetture alle diverse condizioni anche meteorologiche cercando di costruire delle parti mobili che rendano viva la struttura. Associarvi il termine “cinetica” potrebbe sembrare assurdo (la casa da sempre dà idea di “fissità”), ma rimanda certamente ad un nuovo modo di concepire l’architettura. I nuovi strumenti di controllo e gestione degli edifici, infatti, se da un lato possono rendere gli edifici simili a macchine, dall’altro ci riportano ad una dimensione meno stabile del fabbricato come avevamo avuto modo di vedere già per le tiny houses. Adesso le case possono in realtà muoversi pur rimanendo al loro posto!

Author: Simone Animobono

Credits Cover: www.henninglarsen.com



Vuoi sapere qual è il rivenditore a te più vicino o avere maggiori informazioni? Contattaci!

Nome*

Email*

Cognome*

Provincia*

Messaggio

vedi anche

altri articoli