La meravigliosa efficienza dei Giardini Pensili

Secondo la storia ufficiale, o forse secondo una leggenda che si tramanda ormai da oltre duemila anni, i giardini pensili hanno fatto la loro comparsa intorno al 600 a.C. nell’antica Babilonia, nei pressi dell’odierna Baghdad, sulle sponde del fiume Eufrate per opera del sovrano Nabucodonosor II. Classificati all’epoca come una delle Sette Meraviglie del Mondo, ad oggi non è ancora stata fatta chiarezza sulla loro origine e sulla loro effettiva collocazione: infatti, secondo alcuni storici, la loro invenzione sarebbe in realtà da attribuire agli Assiri della città di Ninive. Al di là di questo aspetto, hanno costituito un elemento archetipico, costante e ricorrente nella storia dell’architettura e nella progettazione del verde, ripresi in vari luoghi ed epoche e declinati secondo tradizioni locali e tecnologie di volta in volta più all’avanguardia: li possiamo ancora osservare nei tetti verdi delle abitazioni tradizionali scandinave, nei terrazzamenti di parchi e giardini del Rinascimento italiano, nelle teorie (e nelle realizzazioni) lecorbuseriane sul tetto-giardino, uno dei cinque pilastri dell’architettura moderna descritti in Vers une architecture (1923), nei “fantasiosi” progetti di Hundertwasser .

Giardini pensili

Le Corbusier, Ville Savoye, Poissy 1928 – 1931 | Fonte: www.themodernist.co.uk

Come sono fatti i Giardini Pensili?

Ma cos’è e com’è fatto un giardino pensile? Si tratta appunto di un giardino, cioè un’area costituita da suolo vegetale, non a diretto contatto con quello naturale, ma posto al di sopra di strutture architettoniche realizzate ad hoc, e che deve pertanto essere dotato di adeguati sistemi per l’irrigazione ed il drenaggio delle acque necessarie alla sopravvivenza del verde. In ambito tecnico viene definito anche “verde intensivo leggero” (sono invece detti “verde estensivo” i tetti verdi, che si caratterizzano per spessori ridotti e scarsa manutenzione) e, di fatto, rappresenta il tentativo di riprodurre “fuori terra” un giardino tradizionale, in cui possono trovare collocazione prato, erbe, fiori, arbusti, ma anche alberi, coltivazioni, vasche o canali d’acqua a seconda dei gusti di progettisti e committenti e del tipo di substrato. Quest’ultimo, generalmente, viene realizzato a partire spessori minimi di circa 25 cm, per la finitura a prato semplice, e che aumentano con il crescere delle dimensioni delle specie vegetali che vi vengono insediate. In funzione di queste ultime cambia anche la composizione del terriccio. Ciò che invece rimane invariato è l’ordine in cui vanno disposti gli altri strati: al di sotto del substrato si trova un tessuto filtrante con il compito di impedire la discesa delle particelle più fini e di consentire, nello stesso tempo, all’acqua di risalire per capillarità e raggiungere le radici. Seguono uno strato drenante, composto da materiale inerte, e la guaina impermeabilizzante anti-radice che deve proteggere la struttura vera e propria dall’aggressione degli apparati radicali.

Giardini pensili

Fonte: www.energiarchitettura.com

Tutti i vantaggi dei Giardini Pensili

All’impegno richiesto dalle naturali esigenze di manutenzione ed irrigazione di cui il verde, per sua natura, necessita, fanno fronte i vantaggi che l’edificio ne ricava sia sotto il profilo estetico sia dal punto di vista prestazionale. Infatti i giardini pensili consentono, innanzitutto, l’assorbimento dell’inquinamento acustico e delle emissioni prodotte dal cosiddetto elettrosmog e la regolazione della variazione termica tra interno ed esterno, la quale risulta più contenuta e, quindi, con positive ripercussioni sul risparmio di energia (e di costi) per il riscaldamento ed il raffrescamento. Il substrato garantisce inoltre ottime capacità di trattenere ed accumulare dal 50 al 90% delle acque meteoriche, restituite poi all’ambiente per evaporazione sotto forma di umidità, mentre la vegetazione contribuisce alla depurazione dell’aria trattenendo anidride carbonica, polveri sottili e sostanze nocive. La presenza di giardini pensili contribuisce anche a proteggere gli strati più esterni delle coperture degli edifici dalle sollecitazioni meccaniche prodotte dagli agenti atmosferici, come irraggiamento solare, pioggia battente, gelo e disgelo.

Giardini pensili

Fonte: www.wikipedia.org

A questi vantaggi vanno infine ad aggiungersi quelli relativi alla qualità dell’ambiente urbano, il quale, in tal modo, può riconquistare piccoli, ma comunque importanti, polmoni verdi in cui natura ed architettura si integrano e si riqualificano.

Nel mondo contemporaneo gli esempi, diversamente interpretati e declinati, di giardini pensili sono numerosissimi: basti pensare alle due torri del Bosco Verticale di Boeri a Milano, al Commerzbank Headquartes di Francoforte sul Meno di Sir Norman Foster, agli innovativi progetti di recupero della High Line di New York e della Promenade Plantée di Parigi.

Credits cover: www.thelifestylejournal.it

Author: Arch. Elena Ottavi



Vuoi sapere qual è il rivenditore a te più vicino o avere maggiori informazioni? Contattaci!

Nome*

Email*

Cognome*

Provincia*

Messaggio

vedi anche

altri articoli