I teatri temporanei in Europa

I teatri sono da sempre una presenza significativa nelle città, tanto sul piano simbolico quanto su quello fisico, e tanta strada è stata percorsa dal teatro greco di Epidauro all’Opera House di Sidney. Nel corso del tempo il teatro ha subito diverse trasformazioni variando continuamente la sua tipologia e le sue forme: dal teatro greco si è passati ai palchi provvisori su cui si esibivano i giullari nel medioevo; dalle corti dei palazzi rinascimentali si è arrivati al teatro palladiano di Vicenza fino al teatro ottocentesco “all’italiana”.

Nel periodo contemporaneo il teatro diventa un edificio alla ricerca di una nuova composizione funzionale, con l’intento di ampliare lo spazio riservato al pubblico, di permettere nuovi effetti scenici e di inglobare quanto più possibile lo spettatore all’interno della scena. È anche nell’aspetto urbanistico, però, che esso è intervenuto in maniera consistente ridisegnando spesso il profilo delle città e inserendosi come elemento importante all’interno di piani di innovazione.

Il Teatro dell’Opera di Copenhagen (2008) di Henning Larsen si affaccia sulla baia ed è stato parte di un piano di sviluppo urbano di un’ampia area in cui si voleva creare un nuovo centro culturale che si muovesse intorno a tre strutture e i cui elementi unificatori fossero proprio l’acqua e la baia. La struttura, realizzata con pietra locale, acciaio e vetro, si compone di due aree principali: l’auditorium con la sua forma a conchiglia in grado di ospitare dai 1400 ai 1700 spettatori e l’edificio per le attività di backstage. Il blocco frontale della struttura presenta ampie facciate di vetro che di notte illuminano l’area circostante. Nell’epoca contemporanea il teatro non è più solo un edificio costruito per le rappresentazioni, ma un vero e proprio polo che racchiude in sé numerose funzioni costituendo un centro di attrazione culturale e ricreativa, tanto da inglobare, oltre alle sale teatrali, anche sale per concerti, biblioteche, sale cinematografiche e per conferenze.

I teatri temporanei in EuropaFoto: Maria Vittoria Smaldone

La sperimentazione architettonica si è portata tanto avanti da riuscire a realizzare edifici teatrali non permanenti, ma temporanei. Si tratta di opere realizzate per ospitare una funzione variabile nel tempo o nello spazio: conclusa la fase di utilità dell’opera essa può essere disaggregata nelle sue parti in via definitiva o affrontare un ulteriore ciclo di utilizzo e ricostruzione e può essere trasferita in altro luogo.

E’ il caso del teatro Jean-Claude Carrière di Montpellier, inaugurato il 21 settembre 2013. L’opera, progettata da A+ architecture, colpisce subito per il suo volume di colore rosso. È smontabile, completamente riciclabile e a basso consumo energetico e occupa un’area verde della città. Il colore rosso è interrotto solo da una griglia di legno riempita in alcune parti da rombi colorati che, illuminandosi di notte, permettono alla struttura di mantenere la sua vivacità anche nel buio. È costruito con moduli prefabbricati che ne hanno permesso la realizzazione in modo rapido, economico ed ecologico e nasce dall’assemblaggio di pannelli di legno certificato che garantiscono totale isolamento acustico e termico, studiati per evitare qualsiasi eco all’interno e per garantire un’eccellente acustica durante gli spettacoli. Dispone, inoltre, di innovativi sistemi di riscaldamento e isolamento e per massimizzare l’efficienza energetica fa affidamento sull’illuminazione LED.

I teatri temporanei in EuropaFonte: www.designboom.com

Sulla riva sud del Tamigi ha fatto la sua comparsa “The Shed”, un teatro nato per sostituire temporaneamente il Cottesloe Theatre, interessato da lavori di ristrutturazione. Progettato dallo studio di architettura britannico Haworth Tompkins, il nuovo edificio risulta collegato al Cottesloe, ma è dotato di un proprio ingresso indipendente con hall, guardaroba e caffetteria. Le 250 sedie dell’interno sono riciclate da teatri dismessi e il rivestimento esterno è in legno verniciato di rosso. Lo spessore della texture di facciata è un chiaro riferimento al cemento striato del National Theatre, mentre le slanciate torri angolari consentono di incanalare naturalmente l’aria, dirigendola all’interno dell’edificio e mantenendo il comfort termico. Il colore rosso brillante pone il volume geometrico in una posizione di spicco all’interno del contesto. L’idea di dipingere di rosso il nuovo edificio, come spiegano gli architetti, serve a “sottolineare il carattere provvisorio dell’allestimento”.

I teatri temporanei in EuropaFonte: www.flickr.com

A Tallinn è stato costruito e poi smantellato nel 2011, dopo un’intensa stagione, il teatro NO99, una struttura temporanea costruita con paglia e legno realizzata dallo studio d’architettura Salto AB. Il suo volume rettangolare, nero e monolitico occupa il posto di un precedente teatro di legno della marina sovietica distrutto da un incendio. Le pareti sono composte da un sistema misto con ossatura in legno e tamponamento in paglia, materiale che è stato appositamente lasciato a vista per permetterne la sperimentazione tattile. Questo rivestimento è stato semplicemente dipinto di nero, colore che contraddistingue anche l’interno.

I teatri temporanei in EuropaFonte: www.architizer.com

Nella storia delle costruzioni il carattere della temporaneità è sempre esistito, ma gli effetti della globalizzazione e della sostenibilità in termini di uso delle risorse e riduzione dell’impatto ambientale hanno determinato il sempre più diffuso manifestarsi di nuove esigenze per gli spazi contemporanei, generando il passaggio da una dimensione statica ad una dimensione dinamica del costruire.

La progettazione di opere temporanee può essere considerata un aspetto della progettazione architettonica corrente e i risultati ottenuti hanno ormai acquisito la dignità di fenomeni architettonici al pari di opere progettate in una prospettiva di stabilità.

Author: Simone Animobono

Credits Cover: www.living.corriere.it



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