Il legno a vista delle case a graticcio

A quanti, leggendo le fiabe dei fratelli Grimm, è capitato di immaginarsi a seguire la musica del pifferaio magico camminando tra strette stradine circondate da edifici colorati e con legno a vista sulle facciate? C’è sicuramente qualcosa di fiabesco nelle tradizionali case a graticcio della Germania che sono divenute uno dei simboli di questo paese: la testimonianza di come un’idea costruttiva semplice possa in qualche modo “caratterizzarsi” fino ad originare facciate disegnate da rombi e losanghe, percorse da intrecci imprevedibili di assi di legno che imprigionano gli edifici in un reticolato apparentemente irragionevole e fantasioso. Chi ha viaggiato anche una sola volta in Germania, le avrà fotografate o postate sui social network, perché è impossibile non rimanere stregati dalla creatività di una casa a graticcio.

Le più antiche case a graticcio della Germania risalgono al XIII secolo, benché il periodo d’oro della loro diffusione sia stato quello compreso tra il XV e il XVI secolo. Esse erano associate ad artigiani e commercianti e proprio perché legate a queste figure sociali ebbero una larga diffusione. Tuttavia questa tipologia di case è attestata già a partire dall’età romana. Un esempio è costituito dalla casa a graticcio di Ercolano sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e riportata alla luce dagli scavi condotti tra il 1927 ed il 1933.

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L’opus craticium, o opera a graticcio, è una tecnica costruttiva che prevede la realizzazione di una struttura completamente in legno. Oltre che nei solai e nelle coperture, il legno viene usato nelle strutture portanti in modo da creare un’intelaiatura di travi di legno verticali, orizzontali e diagonali collegate da incastri di vario tipo.

Ma come veniva costruita una casa del genere? Innanzitutto veniva realizzata una base in pietra o mattoni che sorreggeva i montanti verticali e serviva a proteggere il legno dall’umidità del terreno. In corrispondenza del solaio di ogni piano veniva posta una lunga trave orizzontale necessaria per ripartire i carichi verticali. Gli elementi orizzontali e diagonali servivano, invece, a irrigidire la struttura e a distribuire i carichi in modo ottimale. Alla fine lo spazio tra le travi veniva tamponato con varie tipologie di materiale: pietra, mattoni di cotto, tavole lignee, argilla mescolata con paglia.

La scelta di lasciare le travi di legno a vista sulla facciata di questi edifici ha permesso di generare degli effetti compositivi tali da rendere “tipico” questo stile, realizzando dei veri e propri capolavori. Gli elementi del telaio ligneo si sono modificati e moltiplicati fino a disegnare forme geometriche, conferendo a queste costruzioni un alto valore estetico. E’ proprio questa la particolarità e la grandezza di tale tecnica costruttiva: l’aver fatto in modo che funzione portante e decorazione diventassero la stessa cosa. Il legno è sia l’elemento di sostegno, sia l’elemento decorativo. Assumendo una precisa disposizione, le travi sorreggono l’edificio, ma creano anche intrecci decorativi ottenuti dalla combinazione di precisi elementi formali, arrivando a generare rombi, quadrati, croci e losanghe. La perfezione geometrica e la modularità del telaio ligneo vengono messe accuratamente in risalto grazie al colore chiaro dei tamponamenti, generalmente intonacati in tinta unita.

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Fino alla fine del XIX secolo il graticcio è stato molto diffuso a Nord delle Alpi e oltre ad essere impiegato nell’architettura civile, è stato comunemente usato anche per gli edifici religiosi. La Francia vanta, ad esempio, un gran numero di chiese a graticcio e la costruzione di tali opere rivela la presenza in questi territori di mastri-carpentieri che sapevano coniugare in maniera sapiente raffinatezza, proporzione e capacità decorativa. Queste costruzioni erano molto diffuse sia per la grande disponibilità di legno grezzo, sia per l’estrema resistenza e durabilità nel tempo.

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Ciò che ci stupisce maggiormente pensando alle case a graticcio è che dietro a pittoresche facciate si nasconda una semplice struttura in legno. Siamo di fronte ad una sorta di evoluzione dell’idea della capanna fatta di legno e argilla, che perfezionandosi e diventando più sofisticata nel tempo, è arrivata a caratterizzare l’intera fisionomia di un determinato paesaggio urbano, rispondendo ad una precisa metodologia costruttiva e realizzando edifici altamente scenografici ed ecologici.

Author: Simone Animobono

Credits Cover: www.liveinternet.ru



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