IL RAME IN ARCHITETTURA

La scelta di utilizzare il rame (e le sue leghe come ottone e bronzo) in ambito edilizio è molto antica e risale a parecchi secoli fa: già gli antichi Egizi erano in grado di produrlo, in forma di laminato, per la realizzazione di tubazioni e con i Romani compaiono le prime testimonianze della sua applicazione in architettura. Lo chiamavano cuprum, dal nome dell’isola di Cyprum da dove ne provenivano le maggiori quantità. Ad esempio il tempio di Giove Capitolino aveva una copertura costituita da tegole in rame dorato, mentre quella Pantheon era in lastre di bronzo dorato poi riciclate dal Bernini per costruire le colonne tortili del Baldacchino di San Pietro. Anche Andrea Palladio si occupa di questo materiale e, ne I quattro libri dell’Architettura (1570) ne parla così: “Di rame si cuoprono alcuna volta gli edifici pubblici, e ne fecero gli antichi i chiodi, che doroni volgarmente si chiamano […]. Si fanno anco chiodi e arpesi di ferro, ma essi li fecero per lo più di rame, perché meno dal tempo può essere consumato, essendo ch’egli non arrugginisca”.

Ma quali sono le caratteristiche e le qualità che, nel corso dei secoli ed ancora oggi, hanno reso così apprezzato questo materiale?

Innanzitutto il rame è ecocompatibile: si tratta infatti di un materiale naturale, quindi non di un prodotto di sintesi derivato dal petrolio, che viene solitamente utilizzato puro al 99,9%, senza alcuna aggiunta di additivi, coloranti, ecc. Ciò lo rende anche facilmente riciclabile: un oggetto in rame, al termine della sua vita utile, può essere recuperato, fuso e trasformato in qualcosa di nuovo, senza che il materiale in sè subisca degradazione delle sue caratteristiche chimico-fisiche.

Fonte: www.re-ecologia.it

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Ha un’ottima durata in virtù della sua elevata resistenza alla corrosione: l’azione della luce, degli agenti atmosferici e delle sostanze inquinanti non ne altera le caratteristiche chimiche e meccaniche, eliminando così anche le questioni legate alla pulizia ed alla manutenzione periodica. Questo perchè il sottile strato di sali, dal caratteristico colore verde, che si forma sulla superficie dei manufatti in rame, ne costituisce una vera e propria barriera di autodifesa. Tale aspetto lo rende particolarmente adatto per la realizzazione di coperture e per il rivestimento delle pareti esterne di edifici.

RPBW, Chiesa San Giovanni Rotondo Fonte: www.copperconcept.org

RPBW, Chiesa San Giovanni Rotondo
Fonte: www.copperconcept.org

Tra le caratteristiche che rendono questo materiale così apprezzato vi sono inoltre la sua elevata lavorabilità, dovuta al fatto che il rame è un metallo tenero e malleabile e che si mantiene tale anche alle basse temperature, e la sua leggerezza. Quest’ultima risulta vantaggiosa soprattutto nella realizzazione di coperture che, meno pesanti, consentono l’utilizzo di strutture portanti più snelle, e di elementi di lattoneria e finitura.

Dal punto di vista del risparmio energetico sono da evidenziare anche la conducibilità elettrica e la conduttività termica, che rendono più efficienti gli impianti che trasportano o scambiano energia. Per questo il rame viene privilegiato per i sistemi di riscaldamento, soprattutto in ambito di bioedilizia e di energie rinnovabili: lo si trova, ad esempio, nei pannelli radianti a pavimento e a parete, nei collettori solari termici, nelle serpentine orizzontali che captano l’energia geotermica, negli impianti fotovoltaici, nei generatori che sfruttano l’energia idraulica, eolica, delle maree. Inoltre, oltre al risparmio consentito dall’utilizzo del rame, il ricorso a queste “nuove” forme di energia riduce anche l’emissione di inquinanti e di CO2 e lo sfruttamento delle risorse naturali.

Fonte: www.dashboard.tecnichenuove.com

Fonte: www.dashboard.tecnichenuove.com

Il rame e le sue leghe hanno, infine, anche proprietà antibatteriche: sono infatti batteriostatiche, cioè inibiscono la proliferazione dei batteri sulla loro superficie. Questa proprietà viene sfruttata nell’impiantistica idro-sanitaria e, in generale, in quella domestica relativa al passaggio e trasporto dell’acqua potabile.

Author: Elena Ottavi

Credits cover: www.progettarearchitettura.it



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