Come recuperare un borgo antico – Il caso “Lizori”

Tutti sappiamo che il nostro “Bel paese” è tale perché colmo di bellezze naturali, artistiche, storiche e costellato di piccoli borghi che contribuiscono ad aumentarne il fascino. Ma quanti di questi borghi spesso sono abbandonati a se stessi, deserti e versano in uno stato fatiscente, tanto da sembrare, ahinoi, destinati solo a scomparire e ad essere dimenticati per sempre? Per fortuna non è il destino di tutti e ci sono casi in cui l’amore verso il proprio borgo è talmente forte da portare a rimboccarsi le maniche e a fare qualcosa per non vederlo morire.

E’ il caso del Borgo San Benedetto a Pissignano, frazione del comune di Campello sul Clitunno, in provincia di Perugia. Il nome deriva dall’antico Pissinianum, ossia piscina di Giano, una costruzione che si trovava in prossimità dell’attuale Tempietto del Clitunno. Il primo nucleo si sviluppò in epoca romana lungo la Flaminia, e solo alcuni secoli più tardi si sviluppò l’altro nucleo, quello collinare, per via della costituzione di una piccola comunità benedettina (XI secolo). Proprio alla presenza della comunità benedettina si deve il nome del luogo e la costruzione delle mura che cingono. Negli anni’70 il Borgo San Benedetto versava in condizioni di completo disfacimento, ma per chi vi si reca oggi c’è una sorpresa: non è più di fronte ad uno dei tanti borghi fantasma della nostra Italia, ma si trova immerso in una realtà che mantiene ancora il suo fascino medievale e che fa mostra di sé tra botteghe artigiane, spazi espositivi, opere d’arte, edifici in pietra. Il borgo oggi è completamente rinato: mantenendo il suo aspetto originario è stato ricostruito rispettando a pieno la sua natura medievale e preservando il paesaggio che lo circonda, immerso tra gli ulivi.

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Fonte: www.lizori.it

La rinascita del borgo è simbolicamente condensata nel nuovo nome che gli è stato attribuito: Lizori. Il nome è così composto: “Li” – per intendere un luogo ben definito,  “zo” dal greco “zoè” , la vita, e ancora il verbo greco “orào”, vedere, da cui la parte finale del nome Lizori: lì dove la vita si contempla. Lizori è stato recuperato integralmente grazie al contributo di privati, decine di singole persone che qui hanno investito non  solo per acquistare e ristrutturare, ciascuno, un’unità immobiliare (ruderi), ma anche per restituire alla fruizione collettiva tutti gli spazi pubblici. L’intervento ha interessato, infatti, non solo le singole abitazioni ma strade, piazze, aree verdi, e quello che tuttora sembra essere il fulcro del paese: il belvedere che si apre sulla valle spoletana.

Dell’antico borgo sono state mantenute sia l’architettura, sia l’urbanistica, ne è stata preservata la struttura originaria, fatta di strade parallele, e integrata quando necessario per adattarla a nuove funzionalità. Pietra naturale, cotto, legno, mattoni fatti a mano, sono i materiali protagonisti del restauro e recuperati fino all’ultimo. Si è provveduto a nuove piantumazioni e al recupero di tutte le essenze arboree tipiche del luogo, dagli ulivi secolari ai capperi incastonati tra le pietre. In prima linea i singoli proprietari coordinati da architetti ed ingegneri si sono impegnati nella ricostruzione degli edifici. Falegnami, fabbri, elettricisti e altre figure artigiane hanno ovviamente fatto il resto dando al paese un aspetto rinnovato. Siano essi proprietari delle diverse abitazioni o semplicemente persone innamorate del luogo, magari associate in un Comitato Civico, sono sempre i privati a farsi carico per intero della pulizia del borgo; di ogni singola manutenzione (dalla lampada lungo la via alla cura certosina di aiuole e fioriere); di auto-navetta messe a disposizione gratuita dei visitatori, in occasione di eventi o delle festività.  E sono ancora i privati ad aver donato da qualche anno al Comune anche un progetto a zero impatto ambientale, che prevede una nuova viabilità, ripristinando antichi tracciati.

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Fonte: www.lizori.it

Quello che ci interessa sottolineare è che il recupero di un intero borgo non sempre rimane un’idea fantastica o nostalgica a cui legarsi, ma come invece possa concretizzarsi e diventare realtà. Oggi il borgo non solo è rinato, ma è un laboratorio d’arte e di cultura e un luogo in cui giovani artisti possono mettere in mostra il loro talento.  Nel recupero, sin dall’inizio, spazi diversi – al chiuso e all’aperto – sono stati pensati a questo scopo e innumerevoli nel tempo sono stati i concerti e gli spettacoli che hanno trovato a Lizori uno scenografico palcoscenico.

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Fonte: www.pinterest.com

Passeggiando per le vie di Lizori, dunque, ci chiediamo che cosa ci sia di più forte dell’amore verso il proprio paese, del rispetto delle proprie origini e del proprio ambiente, dell’importanza della propria storia, tanto forti da far rinascere non solo un singolo edificio, ma un intero paese. E’ dal rispetto verso noi stessi e verso la bellezza che ci circonda che può partire qualsiasi intervento che possa definirsi sostenibile e che possa quindi permettere il recupero di un luogo che altrimenti verrebbe prima sommerso da sterpaglie, poi lentamente destinato al declino e all’oblio.

Author: Simone Animobono

Credits Cover: www.borgolizori.com



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