Il riciclo creativo in architettura

Quante vite può avere un oggetto? Quante vite può avere un materiale? Se penso al materiale di scarto innalzato a materia prima nelle sedute del Parc Guell di Barcellona da Gaudì allora mi vien da pensare che possano essere infinite e allora perché non costruire con materiale riciclato?

Si possono riadattare prodotti di scarto o oggetti che arrivano al culmine della loro vita anche in architettura ed essi possono svolgere un doppio compito: assumere un valore estetico, oppure rispondere ad uno scopo più funzionale e meccanico.

Gli pneumatici sono tra gli oggetti maggiormente impiegati in architettura e in ingegneria come materiale da riciclo. Frantumati e trattati, sono utilizzati in miscele per le pavimentazioni in asfalto. Questi asfalti “modificati” presentano caratteristiche interessanti poiché hanno una maggiore resistenza all’usura e all’acqua e una migliore capacità drenante, di aderenza e di assorbimento acustico.

Gli pneumatici dismessi possono fungere da barriere artificiali in ambiente marino e in generale essere impiegati come barriere anti erosione; sono usati nella creazione di dossi artificiali per il traffico; possono contribuire a creare membrane impermeabilizzanti e spesso sono utilizzati in ambito sportivo nella pavimentazione delle piste di atletica.

Il loro uso creativo si spinge fino alla realizzazione di vere e proprie abitazioni come nel caso delle Earthships. Si tratta di abitazioni ecosostenibili e indipendenti da un punto di vista energetico che hanno sistemi di raffrescamento e riscaldamento ad energia zero. Siamo di fronte ad un tipo di abitazione diversa da quella a cui siamo abituati a pensare che prevede un largo impiego di materiale riciclato: lattine, vetro e appunto pneumatici che spesso, riempiti di terra, ne costituiscono i muri portanti.

earthship - wwwrinnovabiliitFonte: www.rinnovabili.it

Anche gli ambiti di applicazione del vetro riciclato sono tantissimi. In campo edile il vetro è usato come materiale da costruzione, come rifinitura per piccole e grandi superfici, come rivestimento, per i serramenti, pavimenti, isolanti ed è utilizzato tantissimo nel campo del design e dell’arredamento.

Sicuramente le trasparenze del vetro, i suoi giochi di colore, le sue forme contribuiscono al suo largo uso e permettono libero sfogo alla fantasia tanto da dare la possibilità di creare opere di grande impatto visivo come il Wat Lan Kuad, il tempio buddista in Thailandia che sorge nella provincia di Sisaket. Si tratta di un tempio completamente realizzato con bottiglie di vetro raccolte nel tempo dai monaci buddisti che hanno utilizzato anche i tappi avanzati per i mosaici decorativi. All’interno di questo tempio non mancano le colonne fatte rigorosamente da bottiglie riciclate ed un ponte di vetro che si affaccia sul lago: un esempio bizzarro e allo stesso tempo spettacolare per sensibilizzare all’uso di materiale riciclato.

wat lan kuat - geolocationwsFonte: www.geolocation.ws

Nella Nigeria settentrionale, a Kaduna, è stata invece costruita la prima casa interamente in plastica. La realizzazione di questa insolita abitazione si deve alla DARE (Associazione per lo sviluppo delle energie rinnovabili) che, insieme ad un team di architetti ed ingegneri londinesi, ha approntato un innovativo progetto bioedilizio. La casa di plastica, di 58 mq, comprende una cucina, un patio, un bagno e due camere da letto. 14.000 bottiglie sono state riempite di sabbia, allineate in strati e legate tra loro con corde e fango e cemento hanno completato l’opera saldando la struttura. La sabbia compatta usata funziona da isolante termico e consente di mantenere una temperatura interna di circa 18 gradi.

kaduna - wwwindipoolcomFonte: www.indipool.com

Plastica, vetro, pneumatici, sono solo alcuni degli svariati materiali non convenzionali che vengono usati in architettura per un nuovo modo di costruire e che ha il vantaggio di trasformare in materia prima ciò che altrimenti costituirebbe un rifiuto, diventando di grande aiuto per la tutela ambientale. Tramite il riciclo, questo materiale di scarto assume una seconda vita dando un grande supporto al problema dello smaltimento. Siamo di fronte ad una sorta di “resurrezione della materia” che prende vita per diventare qualcos’altro.

E allora perché non far risorgere anche strutture già esistenti che potrebbero essere salvate e riciclate con una funzione diversa?

Il Gemini Residence (Frøsilos) di Copenaghen è un esempio di riconversione di due ex silos costruiti nel 1963 in una vecchia area portuale della città. Lo studio MVRDV li ha trasformati in torri residenziali creando 84 appartamenti e sfruttando al massimo la luce e gli spazi in stretto rapporto con il mare antistante. I materiali usati nella costruzione sono principalmente travi d’acciaio, vetro e legno in doghe, che sulle terrazze richiamano chiaramente il ponte di una barca. Solo alla base di questo residence dalla forma ondulata è presente il cemento: elemento mantenuto in ricordo della struttura originaria.

MVRDV-Frøsilo - wwwsustainablecitiescollectivecomFonte: www.sustainablecitiescollective.com

I luoghi del passato, ormai abbandonati ma comunque inseriti nel tessuto urbano, dovrebbero essere elementi da sfruttare per le necessità dei centri urbani in crescita. L’idea che ci dovrebbe animare è che l’abbandono o il degrado o il semplice materiale che costituisce un rifiuto sono un’occasione a cui dare un “valore”. Attraverso l’impiego di materiali recuperati o il riuso di vecchie strutture anche l’architettura può dare il suo contributo ad un processo di cambiamento in cui “nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”!

Author: Simone Animobono

Credits Cover: www.travelblog.org



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