Infissi: quando lo spessore ridotto aumenta la luminosità

Conciliare sempre più la qualità con la sostenibilità. Riducendo lo spessore e aumentando la luminosità. Garantendo un’estetica dei profili sempre più accattivante e una durabilità sempre più performante. Sembra sia diventata questa oggi una delle principali mission delle tante aziende italiane impegnate nella progettazione e distribuzione di infissi.

Di serramenti, del resto – essendo un particolare costruttivo fondamentale per efficientare energeticamente oggi le nostre abitazioni, oltre che, ormai, anche un elemento d’arredo per il grado di eleganza che può essere raggiunto – su questo blog ce ne eravamo già occupati in passato. Osservando quali fossero le principali caratteristiche tecniche-prestazionali, oltre alle criticità, degli infissi in Pvc, in legno massiccio e in legno lamellare. Nello specifico si sottolineava che “nonostante gli infissi in Pvc abbiano raggiunto ottimi livelli di qualità e affidabilità, per la stragrande maggioranza degli italiani il legno resta la soluzione preferita. Non solo perché è un materiale naturale, rinnovabile e riciclabile dopo il suo ciclo di vita (oggi il legno ha una provenienza certificata e conosciuta), ma anche perché, attraverso integrati e graduali processi di conoscenza e di innovazione, negli anni sono stati risolti e superati i problemi tecnici che ne avevano limitato la diffusione”.

Concludendo che “alla fine la soluzione migliore nascerà solo ed esclusivamente dal dialogo virtuoso tra progettista e committente”. E oggi nella disponibilità di progettisti e committenti, sulla base di una pluralità di parametri – materiale, dimensione, forma, costo – e in ragione della progressiva innovazione tecnologica che coinvolge gli infissi, producendo anche modelli misti in alluminio-legno, ci sono innumerevoli soluzioni. Quelle più recenti si distinguono per uno spessore del profilo ridotto rispetto alle proposte “tradizionali e classiche”, con prestazioni isolanti inalterate o addirittura aumentate.

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Fonte: www.edilportale.com

Il Pvc, pur avendo raggiunto alti livelli di affidabilità e qualità negli anni, non essendo un materiale naturale, ma un polimero di origine petrolifera, per la sua fabbricazione ha dei costi e, quindi, occorre sempre, da parte del consumatore, una scrupolosa verifica, se a prescindere dalle aziende fornitrici decide di dotarsi di una delle tecnologie descritte. Il rischio, infatti, in assenza di certificati di garanzia, è che la riduzione dello spessore dell’infisso sia sinonimo di scarsa qualità e portatrice di alcune disfunzioni: per esempio, le traverse con spessore ridotto possono causare un mal funzionamento di tutto il serramento; con il calore, inoltre, che può surriscaldare in profondità il materiale predeterminando deformazioni dello stesso.

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Fonte: www.campesato.it

Per gli amanti del legno e per coloro che puntano a coniugare sostenibilità ambientale, funzionalità ed eleganza, invece, la soluzione migliore è firmata da Campesato. Con la “linea Planar” si consegna ai potenziali clienti un prodotto di grande qualità e resistenza. Dalla scheda di presentazione, infatti, si può leggere che “la nuova ferramenta a scomparsa non è visibile guardando il serramento e consente l’apertura dell’anta fino ad un massimo di 95°. Le cerniere non si vedono e il serramento diventa quasi un elemento decorativo come un quadro fissato alla parete”.

Author: Giuseppe Milano, giornalista ambientale



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