Infissi in pvc o in legno? Scopriamo la soluzione migliore…

L’edilizia, insieme ai trasporti, è il settore industriale più energivoro. Da qualche anno, complice la crisi economica e finanziaria da un lato, e l’accresciuta sensibilità ambientale di cittadini ed operatori della filiera dell’altro, sono stati introdotti sul mercato una moltitudine di prodotti ecocompatibili, sia per ottemperare a normative comunitarie e nazionali orientate al risparmio energetico, sia per garantire soluzioni di qualità a prezzi accessibili per un’ampia utenza. Tra gli elementi dell’edilizia maggiormente investiti da questo processo di innovazione, anche tecnologica (ormai da più di un decennio), troviamo gli infissi.

Fino a qualche anno fa, la soluzione in legno massiccio era quasi l’unica possibile. Pur essendo materiale elegante e prestante, capace di garantire buone prestazioni isolanti termo-acustiche, a causa di questo monopolio gli infissi in legno erano spesso costosi e necessitavano di un’adeguata manutenzione per la loro buona durabilità, perché messi a dura prova dal sole e dagli agenti atmosferici.

Nel giro di pochi anni questo scenario ha consentito alla tecnologia del Pvc di imporsi come valida e credibile alternativa, permettendole, oggi, di competere quasi alla pari con la soluzione dei serramenti in legno. Il Pvc è, chimicamente, un polimero plastico – il suo nome è dicloruro di polivinile – di origine petrolifera e presenta alcune determinate caratteristiche: conosciamole meglio. Dal punto di vista tecnico questo materiale ha una bassa conducibilità termica: significa poca dispersione di calore e, quindi, un buon grado di isolamento termico. Inoltre ha un’ottima resistenza agli agenti atmosferici, garantendo infissi estremamente durevoli e con necessità di manutenzione pressoché inesistenti. È anche un buon fonoassorbente, a patto che sull’infisso sia montato un doppiovetro (aspetto questo di rilievo nel campo dell’isolamento acustico). Infine, tra i pregi dei serramenti in PVC c’è il fattore economico: è una soluzione poco onerosa rispetto ad altre, ma non è detto che sia sempre la migliore in assoluto perché dipende pur sempre dall’obiettivo che si vuole raggiungere.

Una possibile criticità (sulla quale tuttavia si registrano pareri discordi tra gli operatori della filiera dell’edilizia) riguarda la presunta tossicità del materiale: si teme che la sua origine petrolifera (nello specifico, è composto per il 57% da cloro, per il 43% restante da petrolio), in caso di incendio, possa causare la propagazione in atmosfera di molecole di cloro pronte a trasformarsi in diossina. Una seconda criticità (che in un certo qual modo riguarda anche gli infissi in alluminio e sulla quale il dibattito non è continuo) è sulla gestione della risorsa dopo il suo ciclo di vita: non si tratta di un materiale rinnovabile e il suo smaltimento, dunque, risulta difficile.

Infissi in pvc o in legno

Fonte: www.campesato.it

 

Nonostante gli infissi in Pvc abbiano raggiunto ottimi livelli di qualità e affidabilità, per la stragrande maggioranza degli italiani il legno resta la soluzione preferita. Non solo perché è un materiale naturale, rinnovabile e riciclabile dopo il suo ciclo di vita (oggi il legno ha una provenienza certificata e conosciuta), ma anche perché, attraverso integrati e graduali processi di conoscenza e di innovazione, negli anni sono stati risolti e superati i problemi tecnici che ne avevano limitato la diffusione. Ed è in questa cornice – è proprio il caso di dirlo – che inseriamo la fortunata intuizione della tecnologia lamellare.

Prima di tutto, occorre ricordare che il legno è capace di assicurare ottime proprietà di isolamento, sia termico che acustico. Soprattutto la prima caratteristica riveste un’importanza fondamentale per il nostro Paese, perché abbiamo un patrimonio edilizio abbastanza vecchio ed obsolescente e, quindi, fortemente bisognoso di interventi di manutenzione straordinaria e di efficientamento energetico. Anche per questo, da diversi anni, i vari Governi che si sono succeduti hanno varato provvedimenti ad hoc per favorire, attraverso appositi incentivi, la sostituzione degli infissi. Per conseguire questi obiettivi molte aziende italiane hanno proposto soluzioni diverse e altamente significative, salvaguardando la tradizione e puntando sull’innovazione, a seconda delle proprie competenze e specificità territoriali.

Chi ha continuato ad operare con il legno massiccio si è preoccupato non solo di selezionarlo meglio, ma di “prepararlo” meglio alle lavorazioni successive, per evitare rigonfiamenti e deformazioni a causa dell’umidità. E soprattutto, per ridurre nel tempo il problema e il costo della manutenzione, si è iniziato ad usare vernici ad acqua per garantire sempre ottimi livelli estetici. Queste particolari vernici non sono tossiche, non sono inquinanti e garantiscono la naturale traspirazione del legno. Ad esse si accompagnano spesso colle biocompatibili che non arrecano danni alla salute. L’isolamento acustico è essenzialmente garantito dal doppio vetro (che non consente ai rumori esterni di attraversare osmoticamente la membrana esterna dell’involucro edilizio e di disturbare la quiete di chi ne vive gli ambienti interni) e dalla posa in opera del serramento a regola d’arte.

Infissi in pvc o in legno? Scopriamo la soluzione migliore...

Fonte: www.campesato.it

Oggi, per la maggior parte, gli infissi sono realizzati in legno lamellare. È una tecnica che prevede l’assemblamento tra loro di sottili lamelle di legno di spessore variabile 20-25mm, dopo che le stesse sono state deumidificate ed essiccate con un sistema di incollaggio ad alta frequenza. In questo modo il legno assume caratteristiche di indeformabilità e presenta maggiore stabilità. Il travetto che si è andato formando avrà al suo interno tensioni nulle. Con il lamellare, inoltre, è possibile il calcolo scientifico del comportamento del profilo del serramento agli sforzi di flessione e di taglio. L’eliminazione dei difetti e delle discontinuità aumenta e omogeneizza i valori di resistenza meccanica. Il legno lamellare è integrabile con la soluzione in alluminio ed è assolutamente versatile e garantisce grande durabilità.

Alla fine la soluzione migliore nascerà solo ed esclusivamente dal dialogo virtuoso tra progettista e committente. Occorrerebbe sempre, però, che tutti i protagonisti del processo siano in possesso delle necessarie conoscenze per poter valutare autonomamente le diverse possibilità. Perché la soluzione migliore nascerà dalle esigenze del secondo e dalle riflessioni elaborate dal primo sulla base delle proprie competenze. Si dovrà optare ora per una tecnologia, ora per un’altra, sulla base del contesto territoriale nel quale si vive, sulla base dell’obiettivo che si vuole raggiungere (anche estetico), sulla base delle prescrizioni normative che bisognerà rispettare e sulla base, infine, delle risorse economiche disponibili.

Credits: Campesato

Autore: Giuseppe Milano, giornalista ambientale



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