Quali serramenti scegliere contro l’inquinamento acustico?

I problemi dell’inquinamento acustico e, contestualmente, del benessere sonoro, nelle nostre città sempre più “cementificate” e disordinate nelle quali da alcuni anni il complesso e articolato parametro della “qualità della vita” è studiato per l’elaborazione di varie classifiche, sono ancora molto sottovalutati. Eppure, per le nostre città sempre più caotiche e rumorose anche per i nostri stili di vita decisamente frenetici e dinamici, il problema dell’inquinamento acustico andrebbe analizzato, affrontato e risolto prioritariamente con politiche adeguate per i suoi notevoli risvolti psico-sociali ed ambientali.

Elevato inquinamento acustico: quali effetti sulla salute umana?

Ancor più in un Paese come il nostro nel quale almeno il 70% dell’intero patrimonio edilizio residenziale oggi esistente è stato realizzato prima degli anni ’90 e che per oltre il 65% degli italiani la casa è un bene privato dal grande valore anche simbolico. E in un continente, come quello europeo, nel quale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il rumore sarebbe responsabile del 3% dei decessi in seguito a cardiopatie ischemiche. L’inquinamento acustico, parafrasando un noto slogan, se non affrontato correttamente, nuoce gravemente alla salute. L’esposizione prolungata a livelli sonori elevati (dai 70-80 decibel in poi) determina, quindi, non solo danni all’udito, ma provoca seri disturbi in tutto il corpo. Ricordando che, per poter vivere bene, il rumore non dovrebbe superare i 50 decibel (e i 42 dB per favorire il sonno) e ottemperando alla normativa vigente comunitaria e nazionale, come intervenire, quindi, nelle nostre abitazioni per assicurarci, dopo una opportuna ristrutturazione edilizia, un elevato comfort acustico che soddisfi il nostro legittimo desiderio di una più alta qualità della vita?

inquinamento acustico

Fonte: www.wikimedia.org

Quali soluzioni adottare contro l’inquinamento acustico?

Potrebbe essere utile, preliminarmente, far realizzare da un tecnico abilitato un audit acustico per conoscere se e in quali punti si hanno le maggiori criticità, ma anche la loro tipologia, per poter poi intervenire efficacemente e migliorare l’isolamento. Nella consapevolezza, pertanto, sia che, insieme ai rumori provenienti dagli alloggi vicini o da quelli posti agli altri piani dell’edificio, oggi i principali disturbi provengono dall’esterno; sia che l’intervento principale di adeguamento coinvolgerà il serramento. Il “sistema-finestra”, infatti, è nella stragrande maggioranza dei casi l’elemento più problematico poiché i rumori passano non soltanto attraverso il vetro, ma anche attraverso il telaio, le guarnizioni di battuta e il cassonetto per l’avvolgibile. La risposta contro l’inquinamento acustico, perciò, dovrà essere sistemica perché dovranno essere considerati tutti questi elementi con le prestazioni dei serramenti che miglioreranno se si opererà sulle seguenti variabili: sullo spessore e la tipologia dei vetri; sullo spessore della camera d’aria; sulla possibilità di impiegare gas pesanti per tali intercapedini; sulla possibilità di disaccoppiare i telai; mentre i materiali solitamente impiegati per questi interventi possono essere classificati come segue: materiali fonoassorbenti; materiali fonoisolanti e materiali elastici (generalmente collocati sottopavimento o come base di appoggio per le murature per desolarizzarle).

inquinamento acustico

Fonte: www.arredamento.it

Il ruolo del vetro per un buon isolamento acustico

È evidente, tuttavia, che ricoprendo la maggior superficie di un infisso, il vetro svolga un ruolo fondamentale nell’isolamento acustico. Per la legge della massa, essendo il potere fonoisolante proporzionale alla massa, le prestazioni acustiche dell’infisso cresceranno con l’aumentare dello spessore del vetro: non indefinitamente, ma sulla base della scala logaritmica in base 10 tipica dell’unità di misura del potere fonoisolante, il decibel. E proprio dallo spessore del vetro, oltre che dal materiale del serramento, dipende la frequenza coincidente, ossia quando la componente tangenziale delle onde incidenti viene a coincidere con la risonanza del materiale provocando una riduzione di performabilità. Per ovviare a questo problema, pertanto, sempre più frequentemente e anche in funzione della destinazione d’uso dell’alloggio, si ricorre a vetri con spessori diversi – con una differenza almeno del 30% – per ottenere una favorevole riduzione del livello complessivo di rumorosità. Il progresso tecnologico avutosi negli ultimi anni ha dimostrato, inoltre, la qualità e l’efficacia del vetro stratificato, ossia la soluzione costituita da due vetri accoppiati con uno speciale film plastico – il polivinilbutirrale – che riduce la propagazione del suono da un vetro all’altro svolgendo, contemporaneamente, le funzioni sia di assorbire l’energia sonora e di agire come barriera anti-rumore; sia di essere più resistente in caso di effrazione.

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Fonte: www.zeroabita.it

Una soluzione innovativa per l’isolamento acustico

Un’altra possibilità, sofisticata ma ultimamente molto sperimentata dalle moltissime aziende italiane attive nel mercato dei serramenti, nella volontà di fornire ad un’utenza sempre più attenta e sensibile alle istanze ecologiche finestre esteticamente gradevoli e funzionalmente innovative, è l’infisso a tre vetri, con quello esterno più spesso e con due camere d’aria, e il taglio termico che impedisce la trasmissione delle vibrazioni. È importante sottolineare, infine, rivolgendo l’attenzione contestualmente al sistema delle partizioni interne, che un buon isolamento acustico, quasi sempre, è sinonimo anche di un buon isolamento termico, mentre la relazione contraria non è sempre verificata e che, quindi, occorra individuare e scegliere i materiali più adeguati in ragione dell’obiettivo progettuale da raggiungere.

Credit cover: www.gepitaliana.com

Autore: Giuseppe Milano,

ingegnere edile – architetto e giornalista ambientale



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