Smart living: come la domotica ti cambia la vita in casa

In Italia, l’edilizia, con il segmento dei trasporti, è da decenni quello più energivoro. Ma a differenza di questo, con più fatica sta partecipando alla “terza rivoluzione industriale” in atto rappresentata dalla conversione digitale, possibile con Internet e le tecnologie oggi disponibili ad esso collegato. Come ci ricorda, puntualmente da anni, l’Enea con i suoi rapporti, nel nostro Paese il comparto residenziale consuma quasi il 40% dell’energia totale – con questa percentuale che sale a ben oltre il 50% se includessimo nella nostra tesi anche il terziario – e questo dato non può stupirci se, ancora una volta, ricordassimo la “carta d’identità” media dei nostri edifici.

Il nostro patrimonio edilizio abitativo, infatti, nel 65-70% dei casi, è stato costruito entro il 1976. Nell’ultimo decennio, ma soprattutto negli ultimi anni, per una molteplicità di ragioni, anche nel nostro Paese sembrerebbe che si stia irrobustendo e diffondendo una maggiore consapevolezza ambientale tale da spingere sempre più cittadini ad adottare stili di vita più sostenibili e ad essere più razionalmente attenti nell’uso delle risorse naturali. Ad essere meno distratti e superficiali, poi, quando si parla di energia. È proprio sulla base di queste premesse, pertanto, orientandoci verso una profonda rimodulazione dei nostri paradigmi pratici-tecnici, che possiamo accogliere favorevolmente la “novità” della domotica in edilizia.

Fonte: www.gtesnc.it

Fonte: www.gtesnc.it

Nel termine “domotica” sono sintetizzate le parole “domus” (ossia casa, in latino) e “informatica”: esprimiamo la possibilità di avere una “casa automatizzata” o un’abitazione “smart”; più specificatamente, ci possiamo riferire alla modalità che consente il dialogo tra la componente impiantistica tradizionale già presente e quella innovativa eventualmente da integrare. Con il precipuo scopo di migliorare l’esperienza della vivibilità nell’edificio per i suoi abitanti, attraverso un processo di efficientamento energetico degli impianti che lo caratterizzano e la razionalizzazione dei consumi totali. Nella facoltà, inoltre, per il singolo utente del singolo alloggio, di controllare e gestire direttamente il funzionamento della dotazione impiantistica per poterla adattare alle proprie esigenze. Sebbene nel nostro Paese, oltre alle vetuste e già evocate costruzioni, anche in quelle più recenti e più moderne, secondo alcuni studi e rilevazioni, sembrerebbe che la domotica non sia un’innovazione ancora molto sperimentata, è giusto ricordare che una prima, importante, norma che ne definisce i campi d’azione è del 2007.

Parliamo della UNI EN 15232 (aggiornata nel 2012) il cui titolo è: “Prestazione energetica degli edifici – Incidenza dell’automazione, della regolazione e della gestione tecnica degli edifici”. Questo provvedimento definisce criteri di progettazione e di valutazione dei sistemi di automazione, di gestione tecnica funzionale dei consumi energetici di diversi tipi di edifici: edifici ad uso residenziale, uffici, ristoranti, alberghi, negozi e centri commerciali, scuole, ospedali, sale lettura. La Norma pone in evidenza, inoltre, come l’inserimento negli edifici di Sistemi di Controllo ed Automazione comporti una riduzione dei consumi energetici in generale e principalmente in quelle aree che rappresentano la maggior percentuale di consumo di energia nel settore civile: riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda sanitaria (ACS), ventilazione e illuminazione. La norma EN 15232/2007 rappresenta, quindi, di fatto, una utile guida per ottenere performanti soluzioni e risultati in materia di efficienza energetica, mediante metodi per stimarne l’impatto dei sistemi di controllo e gestione. Definisce, nel dettaglio: una classificazione dei sistemi di automazione secondo classi di efficienza energetica (elevata, avanzata, standard, non eco-compatibile); funzioni di automazione per il risparmio energetico e metodi per il calcolo del risparmio energetico conseguibile con l’automazione di edificio.

Fonte: www.deltaenergie.it

Fonte: www.deltaenergie.it

Sono oggi disponibili alcuni dati, forniti dall’Osservatorio Cresme, che dovrebbero spingere gli ordini professionali e i decisori politici verso un’accelerazione della diffusione di questa innovazione, essendo verificati ed elevati i benefici, integrata con quelle ascrivibili al settore del risparmio energetico o delle rinnovabili. Negli ultimi sei anni, tra il 2008 e il 2014, il settore dell’illuminazione (si pensi alla tecnologia Led) è cresciuto del 577%; quello degli impianti fotovoltaici è salito del 55%; le pompe di calore in gruppi refrigeratori, compressione condizionatori d’aria e di acqua aumentate del 20%. La domotica, perciò, secondo alcune stime, può produrre risparmi energetici fino al 35-40% con investimenti – a seconda della superficie eventualmente da coprire o delle soluzioni adottate – in non più di 5-6 anni. Con la convinzione che oggi si debba parlare di “sistema edificio-impianti” e che occorrano sempre più soluzioni innovative e complessive, le associazioni di categoria Anie e Anima, congiuntamente, hanno dato vita al progetto BITECH, Building Intelligent Technology.

L’iniziativa si propone di: evidenziare il ruolo centrale delle tecnologie impiantistiche nell’edificio moderno; sottolineare il valore crescente dell’integrazione funzionale nell’evoluzione smart degli edifici; contribuire a definire policy sostenibili per il new building e la riqualificazione dell’installato esistente, secondo criteri di efficienza energetica, sicurezza, fruibilità e comfort, interconnessione; potenziare il valore dell’edificio quale «nodo intelligente» di una «rete intelligente» (smart building in smart city). Gli obiettivi, sono: di creare valore per il settore dell’edilizia: per chi ristruttura, per chi realizza le opere e per chi vi lavora; di sviluppare ulteriormente la cultura della sostenibilità, economica ed ambientale, a tutti i livelli; di offrire i massimi livelli di Comfort raggiungibili in diversi contesti climatici, morfologici e abitativi per consentire ad un numero sempre maggiore di individui l’accesso alle migliori condizioni di sviluppo sociale possibile.

Credits: www.progettarearchitettura.it

Autore: Giuseppe Milano, giornalista ambientale



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