La rinascita sostenibile di ferrovie dismesse

Un po’ in tutti i paesi si contano chilometri e chilometri di linee ferroviarie non più utilizzate e nella maggior parte dei casi il destino a cui vanno incontro è il completo abbandono. Accade allora che le rotaie su cui un tempo si muovevano l’industrializzazione e il trasporto diventino terreno per sterpaglie e vegetazione che spesso ne nascondono i tracciati.

Perché rinunciare all’idea di mantenere questo patrimonio culturale? Il recupero delle linee ferroviarie non più utilizzate potrebbe fornire un contributo notevole alla realizzazione di una vera e propria rete di greenways diffusa su tutto il territorio.

Quando accade che alcune di queste linee ferroviarie siano sopraelevate e si decida in modo sapiente di preservarle e non di demolirle, ne nascono passeggiate come la High Line di New York. Essa è il frutto di una riconversione di una linea ferroviaria degli anni ’30 che metteva in collegamento Manhattan con il resto della città. Grazie ad un’associazione di cittadini e all’idea di alcuni progettisti che ne propagandarono il riutilizzo, a partire dal 2006 furono avviati i lavori di riqualificazione dando vita ad un parco sopraelevato. Lì dove un tempo sferragliavano i treni oggi c’è una cintura verde che funge da punto di vista privilegiato sulla città e da giardino con 210 specie diverse di piante. Di tanto in tanto ci si può rilassare sedendo sulle panchine realizzate con materiale ecocompatibile e ci si può godere una passeggiata lungo il fiume Hudson che offre favolosi scorci dello skyline di Manhattan. Nella pavimentazione sono stati lasciati alcuni tratti di binari originali per mantenere il fascino dell’antica linea ferroviaria. E’ stato conservato in questo modo un pezzo di storia della città creando un vantaggio: aumentare le aree pedonali, le aree di ritrovo e gli spazi verdi.

wwwnycgovparksorgFonte: www.nycgovparks.org

Ad aprire le porte al recupero di linee ferroviarie dismesse è stata Parigi. La Promenade Plantée ha una struttura sopraelevata e si insinua tra le costruzioni della città. E’un parco pubblico che nasce nel 1993 sulla linea ferroviaria dismessa che dopo il 1859 collegava la place de la Bastille alla Varenne-Saint-Maur: un esempio di come si possa creare benessere per i cittadini donando loro percorsi ciclabili e pedonali, spazi in cui i bambini possano giocare e gli anziani riposare, aree dove i lavoratori possano avere la propria pausa pranzo e i ragazzi fare jogging e chiacchierare.

wwwpinterestcomFonte: www.pinterest.com

Nel maggio 2013 anche a Berlino è stato completato un parco dove tra aree verdi e aree attrezzate compaiono i binari di una vecchia linea ferroviaria. E’ il parco am Gleisdreick, un’enorme oasi pubblica naturale nel cuore di Berlino progettata dall’Atelier Loidl coinvolgendo la cittadinanza. Il vecchio tracciato della linea ferroviaria principale nord-sud divide il parco in 2 aree, l’Ostpark e il Westpark e per circa 26 ettari nel raccordo triangolare che collega gli storici siti ferroviari delle stazioni merci “Potsdamer” e “Anhalter” si susseguono campi da basket, aree per bambini, immense distese verdi che vengono interrotte solo dai binari arrugginiti e da vecchi ponti di ferro che integrati con la vegetazione spontanea esercitano un potente effetto poetico.

wwwpublicspaceorgFonte: www.publicspace.org

La conversione delle linee ferroviarie abbandonate può costituire una grande opportunità per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale.

Pensiamo al nostro patrimonio ferroviario, al potenziale che potrebbe essere sfruttato per far crescere il nostro Paese. Molto spesso le linee ferroviarie italiane corrono lungo paesaggi mozzafiato e recuperarle significherebbe di sicuro aumentare l’attrattiva turistica, farne spazio di ricreazione per gli abitanti dei singoli luoghi, favorire la mobilità cittadina d’interconnessione tra i piccoli centri urbani, ma soprattutto migliorare la qualità della nostra vita.

Per fortuna anche in Italia ci si sta muovendo nella direzione di un recupero degli antichi tracciati ferroviari. Molti tratti sono stati oggetto di un intervento di rigenerazione urbana che ha trasformato linee ferroviarie dismesse in piste ciclabili e pedonali. In Liguria, in Piemonte, in Veneto sono state realizzate piste ciclabili; alcuni tratti ferroviari sono stati recuperati a scopo turistico in Toscana e negli ultimi decenni si è sviluppato un vero e proprio movimento culturale attorno alle vie verdi note come greenways.

Con questo termine vengono indicati percorsi dedicati ad una “circolazione dolce” e non motorizzata, anche se l’idea di greenway va oltre quella di un semplice pista ciclabile, investendo aspetti più strutturali, come la valorizzazione e la riqualificazione delle risorse naturali, la promozione di uno sviluppo sostenibile, il recupero dei paesaggi degradati e lo sviluppo armonico delle città e rivolgendosi non solo ai ciclisti ma a tutti gli utenti non motorizzati.

Il recupero della tratta ferroviaria Spoleto-Norcia potrebbe essere un esempio da imitare. Nel 1926 vennero costruite ben 19 gallerie e 24 tra ponti e viadotti, con vari tratti elicoidali, simili a quelli che si trovano spesso nelle ferrovie alpine e che negli anni in cui furono costruite rappresentavano dei veri capolavori di ingegneria. Nel 1968 il servizio ferroviario venne chiuso, ma nel luglio 2014 il percorso della ferrovia Spoleto-Norcia è tornato ad essere riutilizzato diventando un percorso ciclopedonale oggi accessibile per 34 dei 51 km effettivi che permettono di immergersi in un paesaggio spettacolare regalando bellissimi panorami sulla Valnerina.

Ci auguriamo che possa diffondersi una maggiore sensibilità da parte di amministrazioni, ma soprattutto da parte di noi cittadini per arrivare, tramite una progettazione partecipata, a fare in modo che tutto quel patrimonio di oltre 5000 km di linee ferroviarie oggi abbandonato possa essere presto percorso con biciclette, a piedi o a cavallo.

Speriamo che possano rinascere antichi tracciati per favorire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, architettonico, culturale, ambientale e paesaggistico del nostro Paese. Le linee ferroviarie in fondo regalano tipicità alle nostre zone e speriamo di poterle vivere presto come luoghi di ristoro, di suggestione, di passeggiate, di turismo eco-compatibile, ma soprattutto di memoria.

Authors: Simone Animobono

Credits Cover: www.viagginbici.com



Vuoi sapere qual è il rivenditore a te più vicino o avere maggiori informazioni? Contattaci!

Nome*

Email*

Cognome*

Provincia*

Messaggio

vedi anche

altri articoli