L’architettura sostenibile di Lucien Kroll

L’architettura sostenibile di Lucien Kroll

Lucien Kroll è un architetto belga. Nato nel 1927 a Bruxelles è una di quelle figure che qualcuno potrebbe definire “scomode”, perché dotata di un forte spirito critico nei confronti del proprio tempo e impegnata a proporre visioni alternative della società contemporanea e del modo di intendere l’architettura. Impegnato a tutti i livelli in una ricerca non solo teorica, ma pratica di un nuovo modo di costruire, è realmente convinto che l’Architettura debba essere a servizio dell’uomo. Essa non deve avere come obiettivo quello di produrre “macchine”, non può essere intesa come espressione artistica fine a se stessa, ma deve cercare di migliorare la vita delle persone.

Questo ottimismo sulla possibilità di influire profondamente sulla vita dell’uomo pervade tutte le opere di Kroll che nascono da una convinzione profonda: l’architettura non può essere tale se non è “partecipata”. Occorre interrogare le persone che abiteranno un determinato edificio e lasciarsi guidare nelle scelte. La forma di una casa deve essere perciò composta in modo da soddisfare delle specifiche esigenze che non possono essere uguali per tutti. La partecipazione diventa un passaggio obbligato, un valore a cui attingere per arrivare ad un progetto funzionante, in cui gli spazi si compenetrano, sono in relazione tra loro e creano relazioni. L’architetto non deve essere una sorta di genio capriccioso, un “creatore” di idee da imporre, ma una persona che sappia ascoltare, interpretare, recepire e organizzare i bisogni di chi quelle architetture le dovrà abitare e in qualche modo sentire proprie. Occorre, dunque, che chi progetta esca da sé e si metta nei panni dei futuri residenti.

Frutto di questi meccanismi partecipativi è la Facoltà di Medicina di Woluwe-st-Lambert. Tra il 1970 e il 1972 la Zona Sociale dell’UCL (l’Université Catholique de Louvain) diviene il teatro di sperimentazioni e di ricerche che Kroll approfondirà negli anni. Il prospetto dell’edificio è determinato dall’assemblaggio di finestrature e pannelli diversi (legno, alluminio, ferro): un intero repertorio di elementi e materiali che rendono la forma non monotona, ma diversificata. Gli accessi alla struttura sono multipli e lo sono volutamente, si può entrare da qualsiasi parte: dalle cantine, dalle soffitte, dalle scale delle terrazze, dalle passerelle e tutto questo per creare relazioni e incontrarsi.

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Fonte: www.flickr.com

La partecipazione, la complessità (intesa come spazi che rispondono a specifiche funzioni), ma soprattutto l’ecologia hanno guidato Lucien Kroll nella realizzazione di diversi ecoquartieri. “Le città e il loro sistema di trasporti” – scrive Kroll – “si sono resi colpevoli di tre quarti delle catastrofi ambientali: l’obiettivo più urgente è quello di fermare questa situazione e di risolverla. Bisogna abbandonare il processo decisionale razionale a favor di quello incrementale, basato sul rispetto per l’umanità e per il pianeta”.

Le Brichères ad Auxerre è un ecoquartiere che nasce intorno a giardini e sentieri. Tutti gli alloggi circondano spazi pubblici significativi che non seguono tracciati regolari creati secondo linee parallele che impedirebbero le relazioni, ma secondo un caos positivo. Gli edifici hanno pannelli solari disposti sui tetti e il recupero delle acque piovane ne è una caratteristica costante. Inoltre, sono circondati da alberi che contribuiscono a creare piccoli parchi.

100 logements, quartier des Brichères, Auxerre, France, 2003-2005 (avec Serge Renaudie, urbaniste)

Fonte: www.amc-archi.com

Ecolonia ad Alphen Ann Den Rijn, in Olanda è un’area dove verde pubblico e giardini privati si alternano e sorgono intorno ad un lago artificiale, fulcro dell’intero insediamento e punto di raccolta delle acque piovane. Gli edifici del quartiere sono disposti intorno ad una rete di collegamenti finalizzata a favorire gli spostamenti a piedi e in bicicletta, a contatto con elementi della natura (il lago, le alberature, i percorsi in terra battuta) e luoghi d’incontro. Uso di energia solare, riduzione dei consumi energetici, uso di materiali riciclati, sono solo alcuni dei principi guida su cui si basa la realizzazione di Ecolonia, un quartiere composto da edifici a schiera, con cortile comune interno e dove ogni appartamento gode di elementi come bow window e serre e di edifici esterni realizzati in legno che fungono da ripostigli.

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Fonte: www.ilmiocarnetdiviaggio.blogspot.com

Sono realizzazioni che cercano di tradurre in concreto la convinzione secondo cui un intervento è sostenibile se aperto all’ambiente, relazionale, diverso nei suoi componenti, trasformabile, mescolato di lavoro, commercio, cultura. “Se si impara a camminare camminando allora si devono erigere sempre più spesso quartieri sostenibili, instaurando negli abitanti prima di tutto la cultura del come non fare per poi provvedere al risanamento e al rafforzamento” (Lucien Kroll).

Author: Simone Animobono

 Credits Cover: www.domusweb.it



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