La luce naturale è il segreto del benessere in casa

“Dovremmo imparare a progettare come se non esistesse la luce artificiale, perché mentre quest’ultima è fredda, immobile, invariante rispetto al mondo esterno, alle condizioni climatiche, al passaggio di una nuvola, ad un tramonto o allo zenit, la luce del sole è al contrario viva e ricca di sensazioni fondamentali per la qualità della vita”. Per il grande architetto statunitense di origini ebraiche Louis Kahn, vissuto nel secolo scorso, quindi, attraverso un buon progetto di illuminazione naturale si otteneva il risultato di elevare la qualità della vita. Eppure questa lezione, nel trentennio successivo la sua morte – avvenuta nel 1974 – sembra sia stata dimenticata da molti architetti e ingegneri che, da attori di una società turbo-capitalista e iper-industrializzata, hanno ideato e realizzato architetture nelle quali il parametro della luce naturale non è stato considerato e valorizzato a sufficienza.

Solo negli ultimi anni, invece, con l’affermazione della cultura della sostenibilità ambientale che ha portato ad una profonda rivisitazione dei paradigmi tecnici-costruttivi per buildings più energeticamente autosufficienti o quanto meno non eccessivamente energivore pure nell’idea di non incidere molto sul processo dei cambiamenti climatici, la progettazione architettonica attraverso il criterio della luce naturale sta tornando prepotentemente di moda. E va curata, pertanto, con la giusta competenza poiché abbraccia una pluralità di saperi interdisciplinari da connettere e da integrare per ottenere il miglior risultato possibile, ossia l’ottimizzazione del “Sistema Edificio”.

Fonte: www.roofwindowsonline.co.uk

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Oggi, infatti, da quanto può evincersi da alcuni studi settoriali, sembrerebbe essere certo il ruolo esercitato dalla luce naturale sullo stato d’animo, sulla fisiologia, sulla psicologia e, in generale, sul benessere dell’essere umano. Da uno di essi, predisposto dal professor Gila Lindsley, si legge che “una costante e regolare esposizione alla luce naturale porta a una regolarizzazione dei ritmi circadiani (ciclo sonno-veglia) e ad una riduzione delle malattie depressive”. Proseguendo, si legge, inoltre, che “una ridotta esposizione alla luce naturale contribuisce a creare stanchezza, ma anche aggressività; diminuisce la funzione immunitaria agendo sulla malinconia nonché sulla perdita di tono e forza muscolare”.

Da un punto di vista tecnico-tecnologico, secondo un documento pubblicato congiuntamente nel 2013 da Enea e da Assoimmobiliare, “gli appartamenti molto luminosi valgono fino al 10% in più degli appartamenti standard e per il 60% delle persone la quantità di luce è il primo requisito nella scelta di un’abitazione”. Progettare con la luce naturale significa, quindi, essenzialmente, creare le migliori condizioni possibili di comfort abitativo. Nel rispetto della normativa vigente. A questo proposito è utile richiamare l’art. 5 del DM 05/07/1975 secondo cui “tutti i locali degli alloggi (tranne vani scala, ripostigli ecc.), devono fruire di illuminazione naturale diretta adeguata alla destinazione d’uso. L’ampiezza delle finestre deve essere proporzionata in modo da assicurare un valore del Fattore Medio di Luce Diurna non inferiore al 2% (0,02) e comunque la superficie apribile non dovrà essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento”.

Oltre alla grandezza della luminanza, nota dallo studio della fisica tecnica ambientale, quindi, si fa riferimento all’importante parametro del fattore medio di luce diurna (FmLd) definito come “il rapporto, espresso in percentuale, tra l’illuminamento medio dell’ambiente e l’illuminamento che si ha nello stesso istante su una superficie orizzontale esterna esposta alla volta celeste con cielo coperto”. Questa grandezza, che per legge è un requisito minimo obbligatorio di abitabilità e che è “fratello” del rapporto aeroilluminante (R.A.I.) pari ad 1/8, varia in funzione della destinazione d’uso degli immobili. La percentuale oscillerà dal 2% al 6% a seconda se dovremo concepire alloggi residenziali, palestre, refettori e uffici, o laboratori medici e aule didattiche. Nelle scuole illuminate con abbondante luce naturale (FmLD>8%) gli studenti apprendono tra il 20% e il 26% più velocemente e ottengono valutazioni tra il 7% e il 18% più alte rispetto alle scuole con illuminazione standard.

Fonte: www.velux.it

Fonte: www.velux.it

La progettazione di un sistema che assicuri il mantenimento delle condizioni di benessere visivo mediante l’utilizzo dell’illuminamento naturale presenta delle problematiche complesse. In primo luogo, la disponibilità di luce naturale, a differenza di quella artificiale, non può essere controllata e fissata dal progettista: la sua distribuzione e la sua intensità sono funzioni della stagione e della latitudine considerate ed è necessario tener conto delle caratteristiche architettoniche della struttura, del suo orientamento e di tutto ciò che la circonda. L’importanza dell’illuminamento naturale non è legata solo agli aspetti psico-fisiologici della vita umana, tuttavia, ma anche a problematiche di tipo energetico. Si dovrà considerare, infatti, anche l’effetto dovuto all’elevata quantità d’energia termica immessa nell’ambiente per irraggiamento: positivo nei periodi invernali, negativo nei periodi estivi. Si deve poi considerare anche l’apporto, in termini di potenza termica dissipata nell’ambiente, dei sistemi di illuminamento artificiale necessari ad integrare, nel caso se ne presentasse la necessità, il livello d’illuminamento non ottenibile tramite sorgente naturale.

Il vantaggio dell’utilizzo di questa forma d’energia, però, non è associato esclusivamente alla diminuzione della spesa energetica, ma anche alla riduzione dell’emissione di sostanze inquinanti in atmosfera. Essendo lo scopo della progettazione con la luce naturale, che è un processo integrativo e multidisciplinare, quello di minimizzare il consumo energetico degli edifici e di massimizzare il benessere o comfort termico all’interno degli spazi confinati, si possono, concludendo, cosi sintetizzare i benefici:

– Miglioramento della qualità della visione;
– Miglioramento delle condizioni di comfort;
– Aumento della produttività;
– Diminuzione dei carichi dovuti alla luce artificiale;
– Diminuzione dei carichi termici;
– Diminuzione dei carichi elettrici di picco.

Auspicando che sempre più questa tecnologia e questa modalità possa diffondersi per rendere unica e speciale l’esperienza della vivibilità nelle nostre case.

Credits: www.luxal.co.uk

Author: Giuseppe Milano, giornalista ambientale



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