La manutenzione degli infissi in legno: falsi miti da sfatare

Nella progettazione, nella realizzazione o nella ristrutturazione delle nostre abitazioni, una delle scelte più importanti è quella che riguarda gli infissi. Da questa dipendono infatti, oltre alla qualità architettonica ed estetica, anche, e soprattutto, le caratteristiche che regolano il benessere interno: l’isolamento termico ed acustico, il controllo dell’umidità, l’efficienza ed il risparmio energetici, la resistenza agli agenti atmosferici (sole, pioggia, vento) e meccanici (effrazioni, errate manovre). E’ quindi fondamentale scegliere bene, a partire, in primissimo luogo, dai materiali, i quali diventeranno elementi costituivi dell’ambiente in cui andremo a vivere e con cui ci troveremo ad interagire.

“Interagire” perchè, tutti i tipi di infissi, che siano in legno, alluminio o PVC, hanno bisogno di cura e pulizia da parte nostra per poter garantire il massimo delle prestazioni e della durabilità. E molto spesso sono proprio tali questioni legate alla manutenzione ad indirizzare le nostre scelte in questo ambito ed a farci preferire una tipologia ad un’altra.

La manutenzione degli infissi in legno: falsi miti da sfatare

Fonte: www.campesato.it

Ma esistono davvero queste differenze? Ed è vero che alcuni tipi di infisso si mantengono meglio di altri?

Prima di rispondere occorre chiarire innanzitutto che, in realtà, non esistono infissi eterni. O meglio: non esistono infissi che, una volta posti in opera, dureranno per sempre senza bisogno di nessun tipo di pulizia o trattamento. Al contrario, tutti gli infissi e i serramenti hanno un ciclo di vita che, mediamente, risulta compreso tra i 20 e i 30 anni e tutti necessitano di periodica manutenzione. Ciò che cambia e che attribuisce valore aggiunto ad un materiale piuttosto che ad un altro è quello che accade al termine di tale ciclo.

La manutenzione degli infissi in legno: falsi miti da sfatare

Fonte: www.internicase.org

Vediamo, ad esempio, il caso dei due tipi di infisso che solitamente vengono messi a confronto da chi si trova a doverne acquistare di nuovi: quelli in PVC e quelli in legno. I primi presentano innanzitutto il vantaggio di prezzi competitivi, oltre a garantire buon isolamento termico ed acustico e resistenza agli agenti atmosferici. Molto spesso la loro “popolarità” è dovuta soprattutto all’errata convinzione che non necessitino di manutenzione. Ma questo non è vero: anch’essi hanno bisogno di essere puliti, almeno ogni sei mesi, per cercare di mantenerne l’integrità cromatica. I prodotti in PVC, infatti, sono molto sensibili all’esposizione ai raggi UV, i quali provocano ingiallimenti delle tinte ed alterazioni dei colori e degli effetti.

Questo tipo di infissi risulta inoltre difficilmente o affatto riparabile nel caso di danni dovuti ad agenti meccanici, tanto che, molto spesso occorre sostituire l’intero componente.

Infine, al termine del loro ciclo di vita, non ci sono possibilità di recupero dei serramenti in PVC, i quali vanno necessariamente rimpiazzati. Si presentano, in questa fase, le questioni legate al possibile riuso o allo smaltimento di tale materiale, piuttosto problematiche dal punto di vista dell’inquinamento ambientale. Questo perchè, a conclusione del suo percorso produttivo, il PVC si presenta in forma amorfa ed instabile al calore e alla luce, per cui è necessario aggiungergli grandi quantità di altri composti chimici (metalli pesanti quali cadmio e piombo ed altri composti di cui è stata accertata la nocività per l’uomo) allo scopo di conferirgli le caratteristiche commerciali (stabilità, plasticità, proprietà ignifughe, colorazione, ecc.) richieste dall’uso cui è destinato. Per cui solo il PVC “vergine” risulta riciclabile e solo mediante specifici piani di raccolta differenziata per singole applicazioni, dal momento che l’elevata presenza di additivi nei prodotti finali li rende molto disomogenei. Tutto il restante va smaltito, con notevoli problemi ambientali e rischi per la salute non di poco conto: infatti se viene incenerito produce e rilascia acido cloridrico, diossine ed altri pericolosi inquinanti a causa della massiccia presenza di cloro, mentre se viene conferito in discarica tende a liberare gli additivi che contiene in forma di percolato.

La manutenzione degli infissi in legno: falsi miti da sfatare

Fonte: www.retestatic.it

Passiamo ora alla seconda tipologia di infissi, quelli in legno. Questa versatile materia prima è dotata di caratteristiche fisiche e meccaniche, che l’hanno resa, di volta in volta, adeguata alle varie esigenze: parliamo di leggerezza, stabilità ed indeformabilità ma anche di sicurezza antincendio ed antisismica. E poi ci sono gli aspetti legati all’isolamento: il legno è infatti, per sua natura, un materiale cellulare e quindi ottimo nell’assorbimento del rumore e delle vibrazioni, oltre che come isolante termico.

In ultimo, ma non per importanza, troviamo le tematiche del risparmio energetico, dell’efficienza e della riduzione dei consumi: il legno è infatti un materiale vivo e, in quanto tale, consente, più di altri ed in maniera naturale, la riduzione dell’impatto ambientale e dello spreco di risorse. In fase di produzione contribuisce anche a migliorare la qualità dell’aria grazie alla fotosintesi clorofilliana, attraverso cui si depura l’atmosfera dell’anidride carbonica e le si restituisce ossigeno.

La manutenzione degli infissi in legno: falsi miti da sfatare

Fonte: www.campesato.it

Dal punto di vista della durabilità, il legno nel tempo non perde valore, ma, al contrario, lo acquista e lo mantiene se sottoposto ad adeguata pulizia periodica. Questa dovrebbe svolgersi più o meno una volta l’anno ed impiegare prodotti specifici, quali, ad esempio il detergente neutro ed il “Ravvivalegno all’acqua” che l’azienda Campesato fornisce in ogni commessa.

La manutenzione degli infissi in legno: falsi miti da sfatare

Fonte: www.campesato.it

Tuttavia rispetto a quelli in PVC, gli infissi in legno offrono notevoli e vantaggi e possibilità dal punto di vista dell’impiego al termine del loro ciclo di vita: se infatti i primi, come precedentemente descritto, vanno necessariamente rimpiazzati, ciò non vale per i secondi. Questi ultimi possono, al contrario essere rimessi a nuovo attraverso procedimenti di rigenerazione che prevedono la levigatura e verniciatura delle superfici e, laddove necessario, la parziale sostituzione di parti o porzioni ammalorate o danneggiate. In alternativa anche lo smaltimento di tali infissi risulta ben più semplice rispetto a quello del PVC perchè è sufficiente separarne i componenti (legno, vetro, ferramenta, materie plastiche) ed indirizzarli alle varie aziende ed agli usi cui sono destinati, mentre gli scarti sono facilmente riciclabili come combustibili per il riscaldamento.

La manutenzione degli infissi in legno: falsi miti da sfatare

Fonte: www.casapratica.it

E’ inoltre importante sottolineare come, relativamente al legno e con abissali differenze rispetto al PVC, tutti questi processi di produzione, mantenimento, recupero e smaltimento avvengono ad impatto ambientale bassissimo ed a consumo di energia quasi nullo. Essendo infatti il legno un materiale naturale e vivo, risulta anche totalmente rinnovabile e non richiede l’impiego di additivi chimici nocivi che gli attribuiscano quelle caratteristiche che già, per sua propria intrinseca struttura, possiede già.

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Fonte: www.campesato.it

Alla luce di tutto ciò, ora possiamo forse rispondere alle domanda da cui siamo partiti e cioè se vi sono sostanziali differenze tra la manutenzione richiesta dai diversi tipi di infisso e se, quindi, alcuni sono più o meno durevoli di altri. La risposta è no: quello della manutenzione non può essere un criterio da seguire nella scelta degli infissi perchè, siano essi in legno o PVC, hanno comunque bisogno di cure e pulizia periodiche. Ciò che invece dovrebbe orientarci in una direzione piuttosto che in un’altra, è ciò che avverrà dopo, fra 20 o 30 anni, al termine del ciclo di vita dei nostri serramenti e, soprattutto, la possibilità di fare, nel nostro piccolo, un passo verso la sostenibilità e la tutela dell’ambiente.

Author: Elena Ottavi

Credits cover: www.legnolux.it



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