Mobilità sostenibile per città a misura di pedone

La possibilità di avere città a misura di pedone, liberate dai problemi del traffico e dall’inquinamento acustico ed atmosferico da esso derivanti, potrebbe non essere più un’ipotesi del tutto irraggiungibile. Stanno infatti cominciando a concretizzarsi e ad assumere forme sempre più definite, ipotesi e progetti di mobilità sostenibile, che intendono restituire spazi e luoghi alle persone e stimolare, di conseguenza, le riflessioni sulla qualità dell’aria e dell’ambiente e sulla loro salvaguardia.

Ad innescare la miccia è stata, a partire dalla fine degli anni Novanta, la municipalità di Pontevedra, città spagnola della Galizia molto vicina al confine con il Portogallo, che ha letteralmente e progressivamente bandito le automobili dal centro. Ad esse è stato concesso esclusivamente il transito all’interno di un’area molto ristretta e con limiti bassissimi di velocità (20 o 30 Km/h al massimo), mentre l’unico parcheggio pubblico, gratuito, è stato relegato nella primissima periferia, a circa dieci minuti a piedi dal centro. Inoltre, sono stati elaborati e messi a disposizione di cittadini e turisti, Metrominuto e Pasominuto, due strumenti finalizzati ad incentivare gli spostamenti a piedi stimolando la riflessione sulla loro effettiva convenienza dal punto di vista del risparmio del tempo. Il primo consiste in un’app che calcola i tempi di percorrenza a piedi necessari per spostarsi fra i vari punti della città; il secondo fornisce invece un panorama di circa trenta itinerari pedonali che si sviluppano in ambito urbano, extra-urbano e nei pressi del fiume che attraversa Pontevedra, differenziati secondo criteri artistici, culturali e paesaggistici e correlati da numero di passi e calorie consumate. Inoltre la quasi totalità di questi percorsi risulta comodamente accessibile e praticabile anche alle persone che presentano disabilità motorie o costrette ad utilizzare carrozzine.

mobilità sostenibile

Fonte: www.pontevedra.eu

Il complesso di queste iniziative ha consentito alla città di Pontevedra di ricevere vari riconoscimenti, tra cui il premio europeo Intermodes 2013 per la qualità urbana ed il Metrominuto, il premio internazionale ONU-Habitat 2014 per le politiche volte all’accessibilità e, anch’esso, per la qualità urbana, e infine, il premio internazionale per l’Eccellenza Urbana 2015 del Center for Active Design di New York. Ma soprattutto sono innegabili i benefits che la municipalità ed i suoi abitanti hanno ricevuto sul piano pratico, dalla riduzione del carico del traffico che, secondo le stime, è diminuito del 90% nel centro della città, a quella dell’inquinamento, sceso di circa il 65%. E’ stato inoltre registrato un notevole calo del numero di incidenti, mentre sono aumentati spazi verdi ed aree per il relax ed il gioco dei bambini.

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Fonte: www.awards.centerforactivedesign.org

Seguendo l’esempio di Pontevedra anche altre città europee e vari comuni italiani stanno cominciando (o hanno già iniziato) a muoversi in questa direzione e ad avviare progetti e iniziative finalizzati alla promozione della mobilità sostenibile. Nel nostro Paese, Cagliari e Firenze sono stati i primi centri a mettersi in scia, seguiti, successivamente e in diversa “misura”, anche da Ferrara, Modena, Bologna e Senigallia. Nelle città di casa nostra il livello di pedonalizzazione non è ancora paragonabile a quello raggiunto a Pontevedra, tuttavia va loro riconosciuto il merito per i piccoli, timidi passi avanti che piano piano si stanno compiendo. Le iniziative adottate in Italia, infatti, non arrivano ancora alla totale esclusione delle automobili, ma sono comunque importanti ai fini della sensibilizzazione e dell’avvicinamento delle persone alla questione. Nei nostri centri, le varie amministrazioni hanno promosso la pubblicazione e la diffusione di mappe pedonali (quasi sempre denominate Metrominuto) che per design e grafica si ispirano a quelle delle metropolitane, ma che, invece delle varie fermate, riportano in maniera schematica i luoghi più significativi della città, come siti di interesse storico, artistico e culturale, parchi, poli universitari o campus scolastici, l’ospedale, gli eventuali parcheggi scambiatori, i principali raccordi o capolinea dei mezzi pubblici. Questi vengono rappresentati come nodi di più reti pedonali interconnesse tra loro e sono accompagnati dalle informazioni relative alle distanze reciproche ed ai tempi di percorrenza, ovviamente a piedi.

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Fonte: www.listonemag.it

Obiettivo principale di tali iniziative è la sensibilizzazione delle persone, cittadini ma anche turisti, ad una nuova cultura della mobilità, in cui si prenda coscienza dell’abuso che oggi facciamo delle automobili e si cominci, di conseguenza, ad essere meno un po’ diffidenti verso forme di trasporto alternative, come l’andare a piedi o in bicicletta, utilizzare tram e autobus pubblici, condividere mezzi privati secondo le sempre più diffuse modalità di car-sharing e simili. Inoltre la conoscenza in anticipo di distanze e tempi di percorrenza a piedi, dovrebbe stimolare chi si sposta in città a riflettere sull’effettiva convenienza di un sistema di trasporto rispetto ad un altro: ad esempio, in ambito urbano, la scelta dell’automobile è raramente quella più vantaggiosa dal punto di vista del tempo, se si considerano i minuti necessari agli spostamenti, quelli trascorsi in attesa ai semafori o fermi nel traffico, quelli impiegati a cercare parcheggio, quelli comunque obbligatori per coprire a piedi la distanza fino al luogo in cui dobbiamo arrivare. Invece muovendosi direttamente a piedi spesso si ottiene un notevole risparmio. A ciò si aggiungono inoltre i benefici per le singole persone e quelli collettivi legati alla salute dell’ambiente e delle città. I primi riguardano appunto il benessere che l’attività del camminare stimola a livello sia fisico che psicologico, perchè consente di riappropriarsi di quei luoghi interiori e privati in cui meditare, rilassarsi, osservare, socializzare; i secondi sono invece quelli che derivano dalla riduzione dello smog e dell’inquinamento, quindi aria (e città) più pulita e più sana, città riconquistate da chi le abita o le vive, rivalorizzazione del patrimonio storico, artistico, culturale ed ambientale.

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Fonte: www.italianosveglia.com

Ovviamente tali iniziative non sono risolutive dei grandi e gravi problemi ambientali del pianeta. Anche dal punto di vista della progettazione e dell’attuazione di sistemi di mobilità sostenibile c’è ancora moltissimo da fare ed è indubbio che i vari Metrominuto siano solo gocce nel mare: il loro apporto è tuttavia fondamentale per mantenere viva l’attenzione su tali tematiche e per ricordarci che possiamo rendere più responsabili e più rispettose dell’ambiente e del territorio anche le azioni, apparentemente banali, che compiamo nella nostra quotidianità.

Credits cover: www.educazioneambientale.com

Author: Arch. Elena Ottavi



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