Linee metropolitane per una mobilità sostenibile

Molte volte abbiamo sentito parlare di mobilità sostenibile intendendo per essa una modalità di spostamento in grado di diminuire l’impatto ambientale, generato in particolare dai veicoli privati. È notizia di questi giorni il tentativo da parte delle nostre amministrazioni cittadine di mettere a punto soluzioni per diminuire lo smog nelle nostre aree urbane. Stiamo cercando modi di correre ai ripari in una situazione che diventa di giorno in giorno più difficile, in cui l’inquinamento atmosferico e la congestione del traffico stradale stanno rendendo invivibili le città. Il blocco totale delle auto, la circolazione dei veicoli a targhe alterne sono solo alcuni dei timidi tentativi di ridurre l’inquinamento.

Diminuire la presenza di autoveicoli significa, dall’altro lato, favorire una mobilità alternativa: a piedi, in bicicletta, con mezzi di trasporto condivisi, ma soprattutto incentivando l’uso dei mezzi di trasporto pubblico come autobus, tram e metropolitane. È proprio su queste ultime che vogliamo fermare la nostra attenzione cercando degli esempi che in qualche modo ci possano indicare la rotta da seguire nella creazione di sistemi efficienti che ci invitino a lasciare l’auto e ad addentrarsi in spazi che non solo servono a farci andare da un luogo all’altro, ma che nel frattempo siano anche luoghi “belli” da attraversare.

Partiamo da Madrid. La stazione metropolitana di Atocha Renfe della linea 1 è il risultato della ricostruzione resa necessaria dopo il terribile attentato del 2004. L’architetto Rafael Moneo ha trasformato la preesistente struttura ottocentesca in ferro che ospitava i binari, in una grande serra dove piante tropicali formano un esotico giardino su cui si affacciano ristoranti, negozi e bar. Le aiuole sono intervallate da aree pedonali che consentono non solo di attraversare l’oasi tropicale, ma anche di fermarvisi. All’uso di cemento e acciaio si aggiungono il verde, che invita non solo a transitare, ma a vivere quel preciso spazio, e il vetro: le enormi superfici vetrate rendono l’illuminazione della stazione pressoché naturale.

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Andando avanti con gli esempi: si può forse negare che la metropolitana di Stoccolma sia non solo una delle più efficienti, ma una delle più belle d’Europa? Acquistando un biglietto della metropolitana di Stoccolma si può non solo prendere il treno, ma anche ammirare sculture, mosaici, quadri, installazioni, incisioni e rilievi. La metro di Stoccolma raccoglie infatti decine e decine di opere d’arte realizzate da vari artisti negli ultimi anni e così alla fermata della stazione centrale (T-centralen) si è circondati da decorazioni e rilievi degli anni ’50, alla stazione di Kungsträdgården è stato allestito uno scavo archeologico con colonne romane e a Solna Centrum si può camminare sotto un soffitto rosso, cavernoso che sembra quasi cadere sulla pensilina e tutt’intorno si possono ammirare pareti dipinte con una foresta di abeti. Le stazioni son destinate ad aumentare dal momento che è previsto un ampliamento della linea metropolitana: espressione di una mentalità che ha come priorità il bene della propria città e che investe sulla mobilità sostenibile.

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Anche la Metropolitana di Monaco si presenta come una struttura colorata, creativa, moderna e funzionale. Tra le più belle stazioni ci sono quella di Munchner Freiheit, con i suoi pilastri luminosi alti quasi 4 metri e la stazione di Westfriedhof, con lampade di grandi dimensioni che illuminano le sedute, entrambe opera di Ingo Maurer. Tutte le altre stazioni sono comunque un tripudio di colori e geometrie. L’U-Bahn di Monaco è stata inaugurata nel 1972, ma si è rapidamente sviluppata fino a contare una rete di 98 stazioni spaziose ed efficienti sparse in tutta la città.

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Non ci sentiamo di escludere il nostro paese, perché è indubbio che la metro di Napoli è da annoverare tra le più belle d’Europa. La stazione Toledo, progettata dall’architetto catalano Oscar Tusquets e inaugurata nel 2012 lungo la linea 1, è la più bella d’Europa secondo il quotidiano britannico “Daily Telegraph”, ma anche secondo un’autorevole classifica della CNN. Si tratta di un gioiello dell’urbanistica: i due grandi e spettacolari mosaici azzurri dell’artista William Kentridge, le scale mobili illuminate dall’interno, l’elegante gioco di colori e la suggestiva galleria del mare di Bob Wilson rendono unica questa struttura. La metropolitana di Napoli è stata oggetto di un’opera di riqualificazione che ha visto impegnati prestigiosi autori contemporanei. Le stazioni, distribuite lungo le fermate della rete, accolgono circa duecento opere d’arte realizzate da più di novanta autori di fama internazionale e da giovani architetti locali. Una sorta di museo sotterraneo che ci fa ben sperare per le opere future nel nostro paese e che speriamo apra le porte all’idea di andare in metropolitana e avere la sensazione di recarsi ad un museo.

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Nonostante questo splendido esempio la strada da percorrere per noi è ancora lunga ed è inutile dire che Roma è tra le ultime in Europa in quanto ad efficienza del trasporto pubblico. In città come le nostre in cui si fa fatica a rendere efficienti le linee metropolitane, parlare addirittura di bellezza potrebbe sembrare utopico, eppure l’esempio di Napoli ha dimostrato come ciò non sia irrealizzabile. Dovremmo imparare a pensare “green” e usare i mezzi pubblici facendone una scelta consapevole, ma allo stesso tempo se anche le nostre amministrazioni ci credessero fino in fondo e investissero in questo settore, saremmo facilitati nel compito. Quale metodo migliore per invogliare i cittadini a lasciare la proprio macchina a casa e dare, quindi, un contributo alla riduzione dei gas serra?

Author: Simone Animobono

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