Gli Ospedali green che “curano” il mondo

Unire il diritto alla salute al dovere di essere curati in strutture ospedaliere ecologicamente innovative e funzionalmente rinnovate. Far incontrare e baciare, in una solidale reciprocità, l’Uomo e la Natura. Per provare ad affermare un diverso ed originale, ma efficace, modello terapeutico. Nella convinzione che l’esperienza della sofferenza possa essere mitigata e “umanizzata”, con benefici anche psico-somatici, se vissuta a contatto con alberi, piante e fiori. È lungo questi binari, pertanto, che corre veloce il treno della bioarchitettura ospedaliera all’alba del terzo millennio: nella necessità di avere Ospedali “green” sia da un punto di vista infrastrutturale sia funzionale. Attraverso nuovi nosocomi, energeticamente autosufficienti, o vecchie strutture, adeguatamente ristrutturate o convertite. Tali architetture di pubblica utilità, va ricordato, tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima parte del Novecento hanno avuto un’evoluzione tipologica. Si è passati, infatti, dal modello a padiglione a quello a “monoblocco”, per ospedali non adeguatamente inseriti nel sistema urbano. Con ospedali, via via sempre più vere e proprie “cittadelle della salute”, interpretati come “oggetti” estranei della città. Agendo da queste premesse riconosciute globalmente e interpretate localmente in modo diverso, sia in Italia sia nel mondo, scopriamo, perciò, quali sono, già da diversi anni, gli Eco-Ospedali.

America. Da qualche anno, periodicamente, sul sito “Healthcare Administration Degree Programs” viene pubblicata la classifica degli ospedali più sostenibili del mondo. Eccetto alcune eccezioni virtuose presenti in Canada, in Argentina o in Australia, la stragrande maggioranza delle strutture, alcune delle quali in possesso anche della certificazione Leed, si trovano negli Stati Uniti.

ospedali green

Fonte: www.healthnewstexas.com

Al secondo posto è stato collocato il Dell Children’s Medical Center of Central Texas di Austin, premiato dalla certificazione Leed Platinum, ossia dal più elevato standard previsto dalla certificazione Leed, per essere, ad oggi, l’unica realtà pediatrica al mondo costruita quasi interamente con materiale riciclato. Proviene completamente da riciclo, per esempio, il vetro utilizzato per la fabbricazione delle finestre, ma anche l’asfalto, con cui sono stati ricoperti i numerosi posti macchina dell’ospedale. Per rendere la struttura energeticamente autosufficiente, poi, ci si è dotati di una turbina alimentata da gas naturale, mentre nel giardino esterno una cascata d’acqua a risparmio idrico e una rigogliosa serie di piante disposte su vari livelli assicurano aria pulita e ricca di ossigeno a tutti gli ospiti e i degenti. All’interno, invece, sono state impiegate vernici eco-compatibili, un sistema di illuminazione altamente efficiente e uno di raccolta dell’acqua piovana per il funzionamento dei giardini e dei servizi igienici.

ospedali green

Fonte: www.bartonmalow.com

L’ospedale più ecologico del mondo è il Children’s Hospital di Pittsburgh in Pennsylvania: oltre ad essere energeticamente autosufficiente, grazie all’integrazione di diverse rinnovabili, è anche a rifiuti “quasi zero”: in questa struttura pediatrica, infatti, non solo è stato completamente eliminato l’uso della carta, svolgendo ogni operazione con mezzi elettronici; ma anche si ricorre a materiali riciclati e al recupero dell’acqua. Con l’ulteriore caratterizzazione determinata dalla previsione di un eccellente sistema di trasporto pubblico e di condivisione di veicoli.

Germania. Una pratica virtuosa è certamente rappresentata dall’Ospedale Ethianum di Heidelberg. In questa clinica privata dal 2010 si sta sperimentando il programma elaborato da Siemens “Green+Hospital”. Il protocollo, mettendo al centro i pazienti, prevede l’adozione di un’infrastruttura di comunicazione moderna che associa ad ogni letto una cartella clinica digitale istantaneamente accessibile e modificabile dal medico. Questo sistema si inserisce nel modello di building automation adottato dall’azienda che corrobora la necessità di avere un plesso dall’elevata efficienza. Per il fabbisogno energetico si ricorre a generatori geotermici inglobati nella struttura dell’edificio.

ospedali green

Fonte: www.architetturaecosostenibile.it

Inghilterra. A Leeds, nel progetto per la costruzione di un nuovo padiglione ospedaliero universitario dedicato ai malati oncologici, i professionisti dell’Heatherwick Studio prevedono di valorizzare l’effetto terapeutico delle piante a beneficio dei pazienti ospitati. La nuova struttura si caratterizza per i suoi percorsi verdi originalissimi che trasmettono la sensazione di una continuità emotiva-spaziale tra “interno ed esterno”. Gli “healing gardens” (i giardini terapeutici), in realtà, in alcune parti del mondo sono utilizzati già da oltre un decennio, ma il Centro Maggie di Leeds, i cui lavori dovrebbero completarsi nel 2017, per la sua innovativa organizzazione funzionale e spaziale, farà sicuramente parlare di sé in futuro.

Italia. Nel nostro Paese, anche probabilmente ma non unicamente per la responsabilità di un complesso e articolato sistema burocratico, pur in presenza di alcune esperienze interessanti, “l’eco-sanità” non si è ancora imposto come modello da osservare. Con il proposito, tuttavia, di “recuperare una visione umanistica dell’ospedale” per applicarla pragmaticamente allo studio di fattibilità per la progettazione di alcuni nuovi ospedali da realizzare non solo nella “sua” Liguria, l’architetto Renzo Piano ha elaborato un proprio vademecum, i cui assi portanti sono: l’umanizzazione, l’urbanità, l’innovazione, l’affidabilità, la ricerca e la formazione. Una sintesi efficace, pertanto, sarebbe quella di avere diversi edifici inseriti nel verde, produttore di benefici diffusi per la riabilitazione: dall’essere una resistente barriera acustica e catalizzatore naturale contro l’inquinamento, a generatore naturale di temperature più fresche in estate.

Pur meritando considerazione l’esperienza del Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna che ha sostituito il suo impianto di illuminazione con uno a tecnologia Led, o quello di San Donato Milanese che prevede una mensa a km zero, il primato italiano spetta all’Ospedale Meyer di Firenze. Nella struttura toscana, infatti, sono presenti sistemi avanzati di ventilazione, climatizzazione ed illuminazione per ridurre al minimo i consumi energetici e creare un migliore equilibrio termico all’interno. Le zone esterne del giardino, invece, hanno ricevuto la certificazione Bio-Habitat che attesta la gestione degli spazi verdi secondo principi biologici.

ospedali green

Fonte: www.emergency.ch

Questa panoramica sugli Eco-Ospedali si chiude, infine, con il centro cardiochirurgico “Salam” di Emergency in Sudan. Ultimato nel 2007 nella città di Soba, a 20 Km dalla capitale Khartoum, è un mirabile esempio di architettura ospedaliera. L’edificio, situato in una grande area verde di circa 40.000 mq non lontana dal Nilo Azzurro, sviluppa una superficie coperta di 10.000 mq a forma di “C” intorno ad una corte che racchiude due alberi di mango, divenuti ormai simboli dell’ospedale. Una delle principali criticità con cui hanno dovuto fare i conti i progettisti era rappresentata dal deserto. La sfida è stata vinta con accurati accorgimenti impiantistici e con particolari elementi costruttivi mirati all’ottenimento del massimo risparmio energetico. La sabbia e la polvere, trasportate dalle frequenti tempeste, vengono catturate da un camino per essere poi convogliate in lunghi tubi che hanno il compito di rallentare la velocità d’ingresso dell’aria affinché la sabbia si depositi, mentre l’utilizzo di acqua nebulizzata provvede all’eliminazione delle polveri. A seguito di questo processo l’aria depurata viene utilizzata nel sistema di condizionamento perché, durante il suo percorso nelle tubazioni, si verifica una diminuzione di temperatura di circa 9 °C rispetto a quella iniziale di ingresso. Rendendo confortevole i luoghi interni della struttura. Sono stati previsti, inoltre, diversi metodi per la protezione passiva dal calore come ad esempio la costruzione di muri esterni altamente isolanti utilizzando mattoni in laterizio pieno intervallati da un’intercapedine areata per uno spessore totale di circa 60 cm. Le finestre sono costituite, infine, da un doppio vetro, mentre gli schermi fissi per la protezione dai raggi solari sono stati eseguiti intrecciando corde ottenute da una fibra naturale estratta da piante locali. Con il verde che circonda la struttura aiuta a mitigare all’interno le alte temperature.

Credits cover: www.mcarchitects.it

Author: Giuseppe Milano, giornalista ambientale



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