Premio Mies Van Der Rohe 2015: la Filarmonica di Szczecin

Lo scorso 8 maggio 2015, presso il Padiglione Mies Van Der Rohe di Barcellona, la commissione presieduta da Cino Zucchi ha assegnato lo European Union Prize – Mies Van Der Rohe Award 2015, il più prestigioso riconoscimento europeo per l’architettura. L’onore va in parte anche all’Italia: ad aggiudicarselo è stato infatti lo studio italo-spagnolo Barozzi/Veiga (Fabrizio Barozzi è trentino di nascita e catalano di adozione) con il progetto della Sala Filarmonica di Szczecin (Stettino, Polonia).

L’edificio, un leggero, quasi surreale, volume fatto di luce, ricompone il vuoto urbano rimasto irrisolto in seguito alla demolizione, durante la Seconda Guerra Mondiale, della storica “Konzerthaus” e si definisce quale elemento di relazione e connessione fra la memoria del passato, su cui poggia le fondamenta, e la città contemporanea in evoluzione.

Ospita una sala sinfonica, una per musica da camera, uno spazio polifunzionale ed un ampio foyer, tutti collegati da un unico percorso continuo, che si snoda attraverso i vari livelli. Questa semplicità compositiva e distributiva degli interni si traduce in espressività all’esterno: la relazione che l’edificio stringe con il contesto, caratterizzato dalla verticalità di chiese e palazzi neogotici e dalla monumentalità di quelli di matrice classicista, è molto forte. Gli architetti hanno saputo ben interpretare il linguaggio dell’architettura e del paesaggio urbano circostanti, progettando facciate “ritmate” secondo la tipica, densa suddivisione dei vicini lotti gotici, ed una copertura perfettamente integrata con le linee slanciate dello skyline.

La ricca decorazione della sala sinfonica, totalmente rivestita in foglia d’oro composta secondo la sequenza di Fibonacci, sottolinea il dualismo, che qui trova conciliazione, fra semplicità ed espressività.

Dal punto di vista costruttivo e tecnologico, è molto interessante il trattamento della luce, calibrata dai pannelli traslucidi che costituiscono le facciate e che consentono percezioni diverse dell’edificio.

Ph. Credits www.constructalia.com

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www.constructalia.com

Le pareti verticali, concepite allo scopo di ottenere prospetti uniformi, sono costituite da una stratigrafia complessa e dello spessore totale di 1 m circa: all’esterno sono scandite e ritmate da brise-soleil in profili di alluminio bianco sostenuti da un telaio in acciaio. A seguire, verso l’interno, si trovano una doppia struttura, configurata come facciata ventilata che garantisce elevate prestazioni dal punto di vista dell’isolamento termico ed acustico, un’intercapedine tecnica di circa 64 cm, che ospita una passerella grigliata ed il sistema LED per l’illuminazione notturna dell’edificio, e, infine, il nucleo costituito da setti in cemento armato con cappotto in lana di roccia.

Come sottolineato anche dal Consiglio Nazionale degli Architetti, il premio costituisce un riconoscimento importante per Barozzi e l’architettura italiana: l’ auspicio è che sia da stimolo per la valorizzazione dei nostri (giovani) talenti.

Author: Elena Ottavi

Credits Cover: www.barozziveiga.com



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