Tra speranza e possibilità: la rinascita del quartiere Giambellino

G124, oltre ad essere il codice di riconoscimento della stanza destinata ad ospitare l’ufficio del Senatore Renzo Piano a Palazzo Giustiniani (G sta per Giustiniani, 1 è il piano, 24 il numero della stanza), è diventato anche il nome del team di giovani architetti che lui ha promosso e che sostiene (con i suoi compensi da Senatore), con l’obiettivo di recuperare, riqualificare e restituire un futuro alle nostre periferie.

quartiere giambellino

Fonte: www.architetto.info

Sono stati diversi i contesti con cui il gruppo si è confrontato, a partire da Torino (Borgata Vittoria), passando per Roma (area Viadotto dei Presidenti) e Catania (Librino), fino ad arrivare al progetto per l’anno 2015, che ha riguardato il Giambellino quartiere della periferia sud – ovest di Milano, portato alla ribalta negli anni Sessanta da Giorgio Gaber con “La ballata del Cerutti”. Si tratta di un’area su cui insistono, per lo più, case popolari di proprietà pubblica costruite a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, tra il 1939 e d il 1944, e che ospitano oggi circa 6000 abitanti (di cui il 40% circa sono stranieri). Le criticità dell’area sono numerose: dalla mancata manutenzione, mai effettuata da settant’anni, alla presenza di amianto, all’assenza ed all’inadeguatezza di spazi comuni e per le relazioni sociali.

quartiere giambellino

Fonte: www.g124giambellino.com

Il team, composto per questo progetto dai quattro giovani architetti Chiara Valli, Francesca Vittorelli, Matteo Restagno e Alberto Straci con il coordinamento dei due tutors Marco Ermentini ed Ottavio Di Blasi, opera al Giambellino adottando le strategie ed il metodo già testati nelle precedenti esperienze del gruppo nei contesti di Torino, Roma e Catania. Si tratta di un approccio che esclude onerose demolizioni e ricostruzioni generalizzate delle aree e che procede, al contrario, attraverso puntuali e mirati interventi di rammendo e piccolo innesto sull’esistente che Renzo Piano chiama “scintille” proprio per la loro capacità di innescare processi di rigenerazione urbana e sociale. Questo svincola le possibilità, o meglio le speranze, di riqualificazione delle nostre periferie dalla effettiva disponibilità di finanziamenti e di risorse economiche importanti, aprendo invece la strada a micro-cantieri partecipati che coinvolgono gli abitanti, le associazioni e le imprese artigiane locali.

La proposta che il team ha sviluppato per il Giambellino, raccogliendo e dando voce agli stimoli provenienti dagli stessi abitanti, e che ha presentato, alla città ed al quartiere, lo scorso 7 Novembre, verte su quattro temi fondamentali di intervento. Il primo è quello che prevede la, cosiddetta, “ricucitura” dei percorsi pedonali e ciclabili, i quali dovranno riconnettere le diverse aree con gli spazi collettivi, con il Parco di Via Odazio e con le due nuove future fermate della metropolitana.

quartiere giambellino

Fonte: www.g124giambellino.com

Il secondo punto riguarda la riapertura dei cortili delle case popolari: questi, oggi, sono spazi chiusi, confinati e separati dagli altri da una serie di barriere che, nello stesso tempo, ostacolano anche il sistema dei percorsi isolando il quartiere dalla città e dal contesto. Il progetto prevede di eliminare queste cesure restituendo i cortili all’uso collettivo, valorizzandone la qualità ambientale e dotandoli degli adeguati servizi, come asili e scuole, centri per anziani, sedi staccate di sportelli comunali ed altri uffici, biblioteche, ecc., pur garantendo a ciascuna scala un proprio spazio privato a tutela della privacy degli abitanti.

quartiere giambellino

Fonte: www.g124giambellino.com

Il terzo ed il quarto tema, infine, mirano a restituire nuovo valore e nuova dignità agli spazi comuni pubblici, in particolare il mercato ed una piazza individuata nel Parco di Via Odazio, attualmente ritenuto poco sicuro e pertanto sotto-utilizzato. Il rilancio del mercato rionale ha l’obiettivo di far riscoprire e, nello stesso tempo, consolidare le relazioni ed il tessuto sociale, mentre liberando l’antistante parco di Via Odazio dalle frammentazioni delle recinzioni private, lo si può restituire alla comunità come centralità urbana e come la piazza destinata alle funzioni pubbliche che attualmente manca al Giambellino. In tale ottica l’area ed il sistema del verde esistente verranno riqualificati e valorizzati, anche attraverso interventi di piccolo completamento o sistemazione.

quartiere giambellino

Fonte: www.g124giambellino.com

Sul piano pratico tali obiettivi di riapertura e riconnessione si sono già parzialmente concretizzati nell’abbattimento della parete sud del mercato (quella che lo separa dal parco), nell’apertura di un varco e nella costruzione di una pedana esterna in legno che lo mette in comunicazione con la Biblioteca comunale, il Laboratorio di Quartiere e il Parco di via Odazio, restituendo così valore ai singoli luoghi e definendo, nello stesso tempo, una nuova polarità per le attività pubbliche e sociali nell’area. Conclusi i lavori del team di G124, ora tutto è in mano a chi deve decidere se, concretamente, dare o meno un futuro a questo progetto: fondi, in parte europei, sono stati già stanziati. I prossimi mesi ci diranno se le amministrazioni riusciranno a ben indirizzarli o se, invece, si perderanno nei tempi e nei complessi meccanismi della burocrazia.

quartiere giambellino

Fonte: www.g124giambellino.com

Chiudo citando il documento “manifesto” di G124: “Le periferie sono il grande progetto del nostro Paese, la città che sarà, che lasceremo ai nostri figli. Bisogna pensarle in modo diverso, poiché contengono la possibilità. Nonostante il degrado e il disagio, lì c’è la speranza che è la sostanza della nostra vita”.

 

Credits cover: www.g124giambellino.com

Author: Elena Ottavi



Vuoi sapere qual è il rivenditore a te più vicino o avere maggiori informazioni? Contattaci!

Nome*

Email*

Cognome*

Provincia*

Messaggio

vedi anche

altri articoli