Serramenti: serve davvero il marchio CE?

“Ce lo chiede l’Europa”. Quante volte abbiamo ascoltato, negli ultimi anni, questo slogan dal tenore talvolta restrittivo e talvolta punitivo? Tante. E ogni volta ciascuno di noi ha elaborato, sulla base dell’oggetto di discussione, una propria valutazione. Ma dall’Europa giungono anche indicazioni propositive che, nel nostro Paese, vengono, spesso, per vari motivi, ignorate. È il caso, per esempio, della marcatura CE dei serramenti. Come ha recentemente riferito l’associazione di imprese Unicedil, che ha condotto un sondaggio tra 437 imprese di settore, infatti, ben il 70% di esse non doterebbe i propri prodotti dell’obbligatorio logo attestante la conformità alla Direttiva europea di riferimento. Diverse le cause di quello che, ad oggi, quindi, sembrerebbe un vero e proprio flop della marcatura CE: dalla disinformazione dei consumatori alla negligenza dei produttori, fortificati quest’ultimi dalla cronica assenza di controlli e motivati dall’idea di risparmiarsi una spesa onerosa. Ma come e perché siamo arrivati a questo risultato?

In principio fu la direttiva europea 89/106/CEE, meglio nota con la dicitura “Direttiva dei Prodotti da Costruzione”, ma poi, convenzionalmente, detta CPD dalla denominazione inglese Construction Products Directive. Trattasi di una direttiva europea emanata il 21 dicembre 1988 e rimasta in vigore fino al 24 aprile 2011 – ossia fino a quando non è intervenuto il Nuovo Regolamento EU 305/11 – il cui obiettivo era di assicurare che i prodotti da costruzione, tra i quali anche i serramenti, immessi sul mercato fossero costruiti o realizzati in modo che l’intervento edile o civile nel quale fossero integrati rispettasse alcuni requisiti ritenuti essenziali per la sicurezza, la salute e altre esigenze di ordine collettivo dell’utenza. In Italia questa direttiva fu recepita con il DPR n. 246 del 21 aprile 1993. Nel dettaglio, secondo questa norma, l’idoneità di prodotto derivava dai seguenti requisiti essenziali:

– Resistenza meccanica e stabilità
– Sicurezza in caso d’incendio
– Igiene, salute e ambiente
– Sicurezza nell’impiego
– Protezione contro il rumore
– Risparmio energetico e ritenzione del calore
– Uso sostenibile delle risorse ambientali

Fonte: www.ozb.it

Fonte: www.ozb.it

I prodotti interessati dalla CPD erano sia gli elementi base quali gli inerti, il cemento, i solai, i pannelli isolanti; sia i componenti quali le porte, le finestre, le vetrate, gli elementi di sicurezza antincendio e tutti gli accessori per la raccolta e la fornitura di acqua. Lo scopo della CPD, perciò, era di eliminare le barriere tecnico-commerciali nell’area della UE, mediante l’adozione da parte degli Stati membri di medesimi standard europei di prodotto. E a questa prescrizione fu associata, quasi un ventennio dopo, esattamente nel 2006, la norma UNI EN 14351-1 (“Finestre e porte pedonali – Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali”) che prevedeva, con l’allegato ZA, di specificare le condizioni minime obbligatorie che i produttori devono rispettare per essere conformi alla CPD. Tale allegato si suddivide in tre parti:
– La prima parte riporta lo scopo, che coincide con quello della norma stessa, e raggruppa in un prospetto le caratteristiche essenziali per il rilascio dell’attestazione di conformità che accompagnerà la marcatura CE;
– La seconda parte espone le procedure per la concessione dell’attestazione di conformità che può essere rilasciata da un organismo di certificazione riconosciuto o dal fabbricante e si basa sui risultati delle prove iniziali di tipo e sul controllo di produzione in fabbrica;
– La terza parte riporta i criteri con degli esempi di marcatura CE.

Nello specifico, sul piano operativo, per marcare CE i propri prodotti, il serramentista dovrà selezionare, prima di tutto, dei campioni di serramenti rappresentativi della propria produzione: per tipologia, caratteristiche, varianti costruttive e morfologiche dei propri prodotti; sui campioni selezionati dovranno essere effettuate tutte le verifiche, previste dalla EN 14351-1 e mediante prove di laboratorio o mediante calcolo, per definire la conformità dei prodotti determinandone, poi, le prestazioni offerte all’utenza; il serramentista per trasferire sull’intera produzione i dati raccolti dovrà dotarsi di un sistema di controllo della produzione condotto sotto propria responsabilità conformemente ai requisiti specificati nella suddetta norma; dopo aver registrato e archiviato queste informazioni, il procedimento si chiuderà con l’attivazione di un sistema documentale atto a garantire la tracciabilità dei prodotti.

Sempre del 2006, poi, è la norma UNI EN 13659, nel cui campo di applicazione rientrano veneziane esterne blindate, tapparelle, persiane, con tali prodotti che possono essere a movimentazione manuale o motorizzata. Per la marcatura CE è obbligatorio solo ciò che è riportato nell’allegato ZA. Questa norma, tuttavia, non è più vigente. Dal 1º luglio 2013, infatti, è entrato in vigore il Regolamento Europeo 305/2011 che abroga definitivamente la vecchia CPD 89/106 e introduce, inoltre, la Dichiarazione di prestazione che sostituisce la vecchia dichiarazione di conformità. Questo Regolamento, che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione, governa la produzione e distribuzione dei materiali e dei prodotti nel mondo dell’edilizia, con una particolare attenzione:
– alle piccole e alle microimprese;
– alla difesa della salute dei lavoratori;
– alla difesa dei consumatori;
– alla difesa dell’ambiente.

Pur confermando l’impianto della direttiva del 1988, si introducono alcune semplificazioni: per i prodotti fabbricati in esemplare unico; per quelli fabbricati direttamente in cantiere; per quelli fabbricati per il restauro.
Queste le principali novità introdotte:
– i “requisiti essenziali” non sono più riferiti alle opere, ma ai prodotti;
– per le opere si parla di “requisiti di base”;
– per le opere viene aggiunto il requisito di “uso sostenibile delle risorse naturali” che è diventato cogente solo negli Stati Membri che lo renderanno obbligatorio per legge;
– tra le specifiche tecniche cui i prodotti devono essere conformi viene inserita la “Valutazione Europea”, viene eliminato il Benestare Tecnico Europeo;
– la Dichiarazione di Conformità viene sostituita dalla Dichiarazione di Prestazione (DoP) che deve essere redatta dal fabbricante secondo uno schema tipologico e deve contenere info su sostanze pericolose.

www.campesato.it

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La Dichiarazione di Prestazione rappresenta, in pratica, una specie di “carta d’identità” del manufatto per indicare le caratteristiche essenziali e non di un prodotto da costruzione. Il documento viaggia sempre assieme al prodotto o viene fornito e/o reso disponibile sul sito web del produttore. E raccoglie, pertanto, tutta una serie di contenuti e di prescrizioni sugli usi e le prestazioni. In questi ultimi anni, in virtù anche dei progressi tecnologici e delle costanti innovazioni, si sono ritenute indispensabili alcune integrazioni a questo Regolamento: è stato modificato l’allegato 3, relativo alla DoP, per semplificare il modello e garantendo una maggiore flessibilità; è stato modificato l’allegato 5 per dettagliare diversamente i compiti del Fabbricante e dell’Organismo Notificato/Laboratorio Notificato nel processo che porta alla marcatura CE dei prodotti.

In conclusione, quindi, l’obbligatoria marcatura CE dei serramenti – il cui logo certifica la conformità di un prodotto alle direttive comunitarie e non la sua qualità – si prefigge il duplice obiettivo di rendere il produttore consapevole di ciò che realizza e commercializza e, soprattutto, di tutelare l’utilizzatore attraverso la conoscenza delle prestazioni del serramento.

Credits: www.campesato.it

Author: Giuseppe Milano, giornalista ambientale



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