Sostenibilità e accessibilità nelle architetture per gli anziani

L’Italia, da almeno un decennio, è sempre più un Paese per anziani. Non solo perché le nascite, come documenta l’Istat, sono sempre di meno – e per quanto il dato possa essere leggermente influenzato dalla presenza di cittadini di origine straniera – ma anche perché sempre più under 40 stanno nuovamente emigrando oltre confine, per la perdurante crisi socio-economica. Nel nostro Paese, pertanto, la gestione della frazione più vecchia della nostra società, oggi, ha un costo notevole sia da un punto di vista finanziario sia ambientale. Per provare, perciò, da un lato a mitigare gli effetti di questo fenomeno e dall’altro a ridurre l’esperienza della solitudine, anche il mondo dell’architettura sta venendo attraversato da una rivisitazione culturale e progettuale dei propri paradigmi. Ieri si costruivano “case di riposo” – con alloggi spesso modesti, inseriti in strutture poco funzionali e in luoghi distanti dal centro cittadino – che restituivano, con amarezza, l’idea che gli anziani, in quanto tali, non avessero più diritti. Oggi, invece, nello spazio urbanizzato delle nostre comunità si riqualificano architetture dismesse e degradate, trasformandole in accoglienti ed inclusivi centri polifunzionali, nei quali l’accessibilità, la familiarità e la sostenibilità sono i parametri strategici di riferimento per il progettista.

Sostenibilità e accessibilità nelle architetture per gli anziani

Fonte: www.domusweb.it

Se nel nostro Paese le barriere architettoniche, stimabili in milioni, non sono mai state censite e abbattute nascondendo, evidentemente, un problema più culturale che economico, e relegando l’Italia agli ultimi posti in Europa tra gli Stati a misura di anziani o di bambini o di diversamente abili, per l’architetto Mitzi Bollani la soluzione è nel progetto di qualità capace di mettere al centro della sua visione la parte più fragile della società. Ed essendo stata tra le curatrici del rapporto “2010-Europa accessibile a tutti”, ha contribuito perché in futuro “con un’apposita legge l’accessibilità diventi un requisito cogente e non negoziabile nelle politiche comunitarie contro la discriminazione, attraverso una serie di standard da rispettare e verificare nell’assegnazione degli appalti pubblici”. Per l’architetto Mitzi Bollani, quindi, la visione dell’accessibilità si realizza anche attraverso gli “healing gardens”, letteralmente i “giardini di guarigione”, progettati per favorire, attraverso “terapie d’orto”, il benessere psicofisico delle persone più vulnerabili e, generalmente, sono annessi agli ospedali o alle strutture di cura e assistenza. L’accessibilità non riguarda, tuttavia, solo chi convive con un qualche disagio psicofisico o ha superato una certa età, ma la sua piena realizzazione dovrebbe essere richiesta da tutti per una piena godibilità e fruibilità degli spazi urbani e del territorio. Per meglio comprendere, perciò, come si stanno innovando queste architetture sociali per anziani, analizziamo alcuni esempi nazionali e internazionali.
Sostenibilità e accessibilità nelle architetture per gli anziani

Fonte: www.ilgiornaledellarchitettura.com

Foggia. Il nuovo complesso residenziale per la “terza età” a Foggia è stato inserito in un disegno urbano di ampio respiro che propone lo sviluppo e il consolidamento delle parti di città contigue. Le destinazioni d’uso e le volumetrie indicate dal bando hanno suggerito un’idea di città nuova che si propone prima ancora per “vuoti” che per pieni. Ove “vuoto” vuol dire spazi di relazione, aree verdi di ricucitura, strade, piazze e percorsi protetti che creano una forma urbana. All’interno di questa parte di nuova città-giardino, trova una collocazione integrata il condominio solidale, un progetto di abitazioni innovative per gli anziani sviluppato sulla base dei bisogni reali di sicurezza e serenità nella vita quotidiana. Il collegamento con i servizi di assistenza sociale e sanitaria è ancora poco diffuso e affidato prevalentemente alle singole disponibilità familiari. Particolarmente utile al mantenimento delle abilità fisiche e cognitive degli anziani sono quelle attività che consentono un coinvolgimento diretto della persona anziana, sia utilizzando le sue capacità di trasferire conoscenza sia stimolando quelle di riceverne da altri. Il modello insediativo proposto si pone l’obiettivo di costruire un prototipo di intervento in favore degli anziani per i quali risulta fondamentale mantenere la propria autonomia e indipendenza, conservare le proprie radici, ma essere al tempo stesso inseriti in un ambiente abitativo confortevole e sicuro, dotato di una rete di sostegno che, al momento del bisogno, renda immediatamente disponibile il circuito dei servizi esistenti. In questo progetto, un ruolo centrale viene svolto dalla rete telematica e dagli impianti di domotica, integrati in un progetto di assistenza che utilizzi il potenziale partecipativo ed operativo degli stessi anziani e della struttura di vicinato, in un processo sinergico con le strutture specialistiche presenti sul territorio, sia pubbliche che del privato sociale. Il condominio solidale si articola su quattro livelli fuori terra ed uno interrato ed è articolato in unità residenziali autonome servite a ballatoio (a schiera al piano terra), affacciate su due corti semi-aperte rispettivamente sulla piazza e sul parco.  Le attività previste nel centro servizi sono aperte ai residenti e al quartiere, per un bacino di utenza molto più ampio. I locali comuni previsti nel centro sono: portineria dedicata – postazione telematica di sorveglianza e comunicazione; soggiorno comune, con angolo cottura; sala lettura o da ballo; lavanderia; ambulatorio medico e palestra. Un importante ruolo terapeutico e di socializzazione viene affidato dal progetto al sistema delle corti, del verde e dei percorsi protetti, che collegano gli edifici alle altre isole residenziali. Lo spazio centrale della piazza è stato articolato in zone pavimentate e zone lasciate a terreno vegetale, suddivise in giardini e orti.
Sostenibilità e accessibilità nelle architetture per gli anziani

Fonte: www.awards.theplan.it

Parma. Il comparto “Villa Parma” è situato all’interno del tessuto urbano consolidato della città di Parma. L’area si presentava come un vero e proprio parco urbano incastonato tra edifici residenziali e di servizio. Le strutture interne rimanevano distanti dalla città e separate dalla vita quotidiana. L’intervento, denominato Nuove Tamerici, consiste nella realizzazione di un edificio di circa 1000 metri quadrati per piano per quattro piani fuori terra. Esso avrà caratteristiche costruttive tali da poter classificare l’edificio in Classe A o A+ in termini energetici e carbon neutral in termini di emissioni di CO2. Il progetto si preoccupa poi di dare senso al parco realizzando e ristrutturando i percorsi pedonali e ciclabili interni, comprendendo la sistemazione delle aree a verde e la dotandolo dei necessari parcheggi pubblici e privati. Il nuovo edificio avrà l’accesso principale sul fronte sud e condurrà direttamente all’ampio spazio polivalente per attività di gruppo e socializzazione del piano terreno, governato dal front desk della reception posto in prossimità dei due collegamenti verticali. L’ampio soggiorno si apre verso est e verso ovest, affacciandosi direttamente sull’area verde esterna, a rafforzamento del rapporto diretto fra interno ed esterno, permettendo così l’utilizzo diretto della zona attrezzata, protetta e riservata, durante il periodo estivo. La distribuzione funzionale e spaziale è organizzata per conferire familiarità agli ambienti.  Il parco aprendosi all’esterno diverrà una dotazione urbana molto importante che integrerà finalmente e non allontanerà i residenti anziani, facendo apprezzare a tutti un progetto intergenerazionale che potrà essere arricchito da eventi e manifestazione dell’Azienda proprietaria.
Sostenibilità e accessibilità nelle architetture per gli anziani

Fonte: www.domusweb.it

Barcellona. Il progetto della Torre Júlia fa parte del piano di urbanizzazione di uno dei lotti rimasti incompiuti in seguito alla realizzazione della tangenziale Ronda de Barcellona, risalente al 1992. Il sito è stato destinato a un centro sportivo, a un complesso residenziale e alla casa di riposo per anziani alloggiata nella torre. Queste diverse unità si sviluppano intorno a uno spazio pubblico comune, che si estende dalla strada a una piazza che fornisce l’accesso alle diverse strutture. Con i suoi 17 piani, la Torre Júlia, progettata dagli architetti Pau Vidal, Sergi Pons e Ricard Galiana, diventa da subito protagonista dello skyline dell’area nord di Barcellona. Nell’edificio sono previste tre aree distinte, mentre a ogni comunità è assegnato uno spazio pubblico, in cui svolgere la maggior parte delle attività collettive. Questi spazi comuni rappresentano il cuore della proposta, e insieme agli ampi corridoi con vista sulla città, alle scalinate e a tutti i luoghi all’aperto, come le terrazze a doppia altezza, configurano un edificio che si propone di offrire alle persone anziane l’opportunità di socializzare ed essere coinvolte attivamente nella vita della comunità.

Credits cover: www.divisare.com

Author: Giuseppe Milano, giornalista ambientale



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