Tecnologia e sostenibilità: la risposta di Foster

Fin dall’inizio della sua attività tra la fine degli Anni Sessanta ed i primi anni Settanta, Norman Foster ha mostrato notevole sensibilità verso la tematica della sostenibilità e della possibilità di un’architettura ecologica e con coscienza sociale. La ricerca e l’elaborazione di soluzioni a queste ed altre questioni lo hanno guidato attraverso un percorso rivolto all’innovazione formale ed espressiva, in cui la tecnica e la tecnologia sono strumenti di narrazione dell’architettura, e la flessibilità è l’unità di misura della capacità dell’edificio di rispondere ad esigenze che cambiano nel tempo.

Tecnologia e sostenibilità: la risposta di Foster

Stansted Airport
Fonte: www.fostersandpartners.com

Sono queste anche le motivazioni con cui, nel 1999, è stato insignito del Premio Pritzker, riconoscimento così commentato, all’epoca, dal Presidente della Hyatt Foundation Thomas J. Pritzker: “The jury has chosen an architect who cares passionately about the future of this planet, an avowed optimist with a firm belief in technological progress, but who also believes that architecture is about people and the quality of life. He makes buildings that will not only last, but will work for the people that use them, and in the process provide an uplifting experience.

I suoi progetti, quindi, sono e sono stati negli anni un continuo rinnovarsi e sperimentare di soluzioni sempre nuove e all’avanguardia senza tuttavia mai perdere di vista le problematiche ambientali, l’utilizzo di risorse rinnovabili, l’efficienza energetica, la bioclimatica: il ricorso a tecnologie avanzate e la scelta di materiali di qualità e ad elevate prestazioni stabiliscono il valore della sua architettura.

Simboli di questa architettura che molti, forse un po’ semplicisticamente, categorizzano con etichette come high-tech o eco-tech, sono la torre della Commerzbank a Francoforte sul Meno e la cupola del Reichstag, il nuovo Parlamento tedesco a Berlino.

Il Commerzbank Headquarters di Francoforte sul Meno (1991 – 1997), è comunemente riconosciuto come il primo grattacielo ecologico della storia per la sua elevata efficienza energetica ambientale. Fulcro del progetto è il sistema naturale di ventilazione ed illuminazione: la pianta si presenta infatti con forma triangolare costituita da tre “petali” vincolati ad uno “stelo” centrale destinato ad atrio e che funge da camino per l’aereazione dei piani superiori. I singoli uffici, collocati all’interno dei petali, possono inoltre essere individualmente ventilati in maniera naturale attraverso finestre che si aprono sul rivestimento interno dell’edificio, mentre quello esterno, chiuso, consente l’entrata ed uscita solo di quantità controllate di aria.

Tecnologia e sostenibilità: la risposta di Foster

Commerzbank Headquarters
Fonte: www.ecavelier.files.wordpress.com

Per evitare sprechi, gli impianti di ventilazione meccanica e di illuminazione sono dotati di sensori che ne consentono lo spegnimento nel momento in cui vengono rilevate finestre aperte o quantità di luce naturale sufficienti. Giardini pensili alti quattro piani si alternano agli uffici, assicurando a ciascuno una vista sul verde e sulla città e contribuendo attivamente al loro raffrescamento ed illuminazione. Grazie a questi e ad altri accorgimenti i consumi di energia sono stati ridotti del 50% rispetto a quelli di qualunque altro edificio per uffici.

Tecnologia e sostenibilità: la risposta di Foster

Commerzbank Headquarters
Fonte: www.fostersandpartners.com

Infine il Commerzbank Headquarters, seppur destinato ad uffici, riveste un ruolo fondamentale anche dal punto di vista sociale, degli scambi e delle relazioni: si inserisce infatti nel sistema edificato costituito da un preesistente blocco ottocentesco che è stato trasformato e rimodellato in spazio pubblico con giardini, caffè e ristoranti e dove si svolgono spettacoli, mostre ed eventi culturali.

Tecnologia e sostenibilità: la risposta di Foster

Commerzbank Headquarters
Fonte: www.wikipedia.org

Il valore simbolico che riveste il nuovo Palazzo del Bundestag (Berlino, 1992 – 1999) non sta solo in ciò che esso rappresenta dal punto di vista politico e sociale per la Germania, ma anche nel suo “ruolo”di pietra miliare nel percorso di ricerca e sperimentazione di forme sostenibili di architettura.

Tecnologia e sostenibilità: la risposta di Foster

Palazzo del Bundestag
Fonte: www.fostersandpartners.com

Al di sopra dei tre livelli che ospitano gli spazi in cui si svolgono i lavori del Parlamento, vi è l’area aperta al pubblico, un grande terrazzo su cui si innesta l’immensa cupola di vetro. Al suo interno due rampe elicoidali consentono l’accesso alla piattaforma, che sovrasta esattamente la sala per la seduta plenaria, ed elevano simbolicamente i cittadini al vertice del potere politico.

Tecnologia e sostenibilità: la risposta di Foster

Palazzo del Bundestag
Fonte: www.fostersandpartners.com

La cupola non costituisce semplicemente un elemento compositivo dell’architettura ma è la chiave che genera il progetto e che sta alla base dei sistemi e delle strategie di utilizzo dell’energia e della luce. Al suo interno ospita il “light sculptor”, un tronco di cono rovesciato che si estende allargandosi verso l’alto fino a raggiungerne la sommità. E’ rivestito di specchi di vetro ad elevata riflessione ed è dotato di uno schermo mobile “sun-following” automatizzato: i primi assorbono la luce solare e la riflettono all’interno della sala plenaria, mentre il secondo ruota seguendo il percorso del sole ed impedendo la penetrazione di calore e luce diretta.

Tecnologia e sostenibilità: la risposta di Foster

Palazzo del Bundestag
Fonte: www.fosterandpartners.com

Il cono svolge un ruolo fondamentale anche sotto l’aspetto della ventilazione naturale degli ambienti interni: l’aria calda viene estratta al livello superiore, mentre quella fresca viene convogliata dall’esterno ed utilizzata per il raffrescamento attraverso il pavimento della sala plenaria. L’energia necessaria al sistema di ventilazione ed allo schermo rotante della cupola è generata attraverso cellule fotovoltaiche collocate in copertura. Una centrale elettrica interna, attraverso la combustione di petrolio vegetale, fornisce l’energia necessaria agli utilizzi interni: il calore in eccesso generato da questo processo viene deviato in uno strato acquifero naturale posto a 300 metri sotto l’edificio e, in inverno, l’acqua calda qui immagazzinata, è ripompata verso l’alto e sfruttata per il riscaldamento dell’edificio.

Queste due edifici, il Commerzabank Headquarters e il nuovo Palazzo del Bundestag, sono soltanto due esempi, forse i più noti, tra le decine di quelli realizzati da Norman Foster. Ciò che va loro riconosciuto è il ruolo di “apripista” nel percorso di ricerca e sperimentazione di soluzioni sostenibili che si affinano di progetto in progetto, migliorando la qualità delle nostre vite e concretizzando, in tal modo, i principi base del pensiero dell’architetto inglese.

Credits cover: www.fosterandpartners.com

Author: Elena Ottavi



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