Thun: architettura sostenibile a tre zeri

Matteo Thun è un architetto alto-atesino di fama internazionale che vanta collaborazioni con nomi altrettanto illustri, come Sottsass, Natalini, De Lucchi. Nel 1984 ha fondato il proprio studio con sede a Milano, il Matteo Thun & Partners, che si occupa della progettazione di spazi commerciali e residenziali, pubblici e privati, di pianificazione territoriale, di interni per ristoranti, locali, negozi, sedi di eventi, di design, e che può vantare lavori (e riconoscimenti) svolti per marchi del calibro di Artemide, Flos, Illy, Bulgari, Campari, Coca Cola, Philips, Porsche, Swarovski, ecc.

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Matteo Thun, Illy Nude Espresso Cup | Fonte: www.matteothun.com

L’approccio di Matteo Thun al progetto consiste nel concepire l’architettura come dialogo tra opera e ambiente: sostiene che il genius loci “ci dice come disegnare un progetto che rispetti la cultura e la natura in un territorio in cui siamo chiamati a costruire. Dando ascolto al genius loci, le nostre idee si adattano naturalmente alla storia e alla morfologia del luogo. Dunque emerge un’architettura che trae il miglior vantaggio dalle tradizioni locali e dalle nuove tecnologie, per creare soluzioni sostenibili, risparmiare risorse, generare risultati economici evidenti e concreti, contribuendo nel frattempo alla bellezza. Ciò significa individuare e dare vita a quelle soluzioni, sempre nuove e diverse e, soprattutto, sempre assolutamente imprescindibili dal contesto, che sintetizzano, e nello stesso tempo rispettano, il luogo, i suoi valori e caratteri e quelli del progetto.

Nel panorama di questa ricerca, il comune denominatore è rappresentato dal progettare sostenibile, inteso comecondizione necessaria dell’architettura di oggi e come conseguenza automatica del rispetto e della conservazione del genius loci.

Sul piano pratico, ciò trova concretizzazione nella cosiddetta filosofia dei tre zeri:

Zero chilometri: sottolinea l’importanza di scegliere materiali da costruzione provenienti da siti locali e che richiedano un trasporto a “chilometro zero” e quindi a minor impatto dal punto di vista dell’inquinamento acustico ed ambientale;

Zero emissioni: pone l’attenzione sulla necessità di progettare edifici in cui siano applicate tecniche e tecnologie costruttive che limitino al massimo, o possibilmente azzerino, le emissioni di CO2;

Zero rifiuti: la prospettiva è quella di massima ottimizzazione anche dal punto di vista del bilancio dei rifiuti, in considerazione dell’intero ciclo di vita di un edificio o di un prodotto.

Il punto di partenza è rappresentato dall’uso di materiali ecocompatibili, in primis il legno, che Thun considera “il materiale costruttivo del futuro” per le sue eccellenti prestazioni in termini di isolamento acustico e termico e dal punto di vista della stabilità in caso di incendio. E’ inoltre totalmente riciclabile e, se ricavato da foreste controllate poste nel raggio di pochi chilometri dal cantiere, risulta ottimamente rispondente ai tre requisiti sopra elencati. In chiave di sostenibilità è dunque molto importante scegliere materiali, legno o pietra o altri, che consentano di ridurre i costi del loro trasporto e di abbattere i livelli di inquinamento e di emissioni, che siano riutilizzabili riducendo, in tal modo, l’impatto ambientale in fase di demolizione o smantellamento dell’edificio.

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Matteo Thun, Longen Winery Guests Hiuse | Fonte: www.competitiononline.com

Tra i progetti che mettono in pratica questi principi vi è l’ecovillaggio per l’azienda vinicola Longen (insignito con il premio Architekturpreis Wein 2013), nella Valle della Mosella in Germania: si tratta di una struttura ricettiva composta da circa venti unità abitative indipendenti che esaltano la purezza delle forme, ciascuna delle dimensioni massime massime di circa 20 mq e perfettamente integrata con il paesaggio in cui è inserita. Questa armonia che il progetto stabilisce con il contesto costituisce il recupero di quel genius loci imprescindibile ai fini della sostenibilità. I “tre zeri” vengono applicati nella scelta di materiali locali, come l’ardesia delle facciate esterne ed il legno e i tessuti tradizionali degli interni, nell’impiego di tecniche che consentono bassissime emissioni di CO2 e nella previsione di ottimizzazione del bilancio dei rifiuti attraverso l’analisi del ciclo di vita di tutte le componenti.

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Matteo Thun, Hugo Boss Strategic Business Unit | Fonte: www.matteothun.com

Un altro interessante intervento è lo Hugo Boss Strategic Business Unit a Coldrerio (Canton Ticino, Svizzera), edificio in vetro, acciaio e cemento dalle forme pulite e con una grande copertura arrotondata in legno chiaro. Esso si integra all’interno del contesto e riporta la scelta di materiali prefabbricati sostenibili per accessibilità ed efficienza. Anche gli interni sono stati progettati ai fini di garantire i massimi comfort e sostenibilità, attraverso sistemi di gestione che ottimizzano il riscaldamento, il raffreddamento e il controllo della luce.

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Fonte: www.cnt.virgilio.it

Negli ultimi anni inoltre lo studio Matteo Thun & Partners è sempre più coinvolto in studi relativi al settore del turismo: in particolare mirando a realizzare strutture ricettive complete (architettura e interior design) e capaci di soddisfare i requisisti della certificazione ClimaHotel. In questo ambito, particolare rilievo viene attribuito al progetto-pilota, che riguarda l’ampliamento dell’Hotel Bellavista a Trafoi (Stelvio) e prevede di aumentare la capienza della struttura senza tuttavia sottrarre spazio al verde del paesaggio circostante. La soluzione ha perciò deciso di nascondere i nuovi spazi dell’hotel scavando al di sotto del parco, il quale rimane totalmente praticabile. In questo modo si consente inoltre la possibilità di usufruire delle proprietà isolanti del terreno per il controllo del clima interno, contribuendo significativamente all’efficienza energetica della struttura. Una pompa di calore consente lo sfruttamento della temperatura costante di acqua di sorgente naturale e la riduzione delle emissioni degli impianti di riscaldamento. Per gli interni si prevede l’utilizzo di legno e pietra locali.

Credits cover: www.matteothun.com

Author: Elena Ottavi



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