Dall’edilizia al design. I mille usi del vetro

Quando ogni mattina, distrattamente, osserviamo la nostra immagine nello specchio del bagno di casa, difficilmente pensiamo al ciclo di vita di quel vetro. Eppure questo materiale, tipico della nostra tradizione e quasi totalmente riciclabile, è uno dei più versatili presenti in natura per le numerose applicazioni possibili in cui è impiegabile. Tanto più quando, attraverso l’innovazione tecnologica, può essere combinato con altri elementi chimici, naturali o artificiali.

Non solo nell’edilizia per gli infissi o con l’uso delle fibre di vetro per l’isolamento termico, quindi, ma anche è possibile trovare utilizzato questo materiale, nelle sue molteplici tipizzazioni, nei segmenti del design, dell’arredamento, dell’abbigliamento e della nautica. Le principali qualità del vetro sono, infatti, la trasparenza, la scarsa conducibilità elettrica-termica e la compattezza. È impermeabile, poi, a liquidi e gas, è resistente agli agenti chimici e non si altera nel tempo.

Edilizia – Negli infissi di ultima generazione, sempre più performanti e attenti a garantire buoni livelli di efficienza energetica, una particolare importanza è rivestita dalle lastre di vetro impiegate. Non solo oggi vengono accuratamente lavorate e selezionate prima di essere indicate come idonee per gli infissi medesimi, ma in particolare sempre più spesso, per ragioni di isolamento termico esterno, è possibile trovare soluzioni a doppia o tripla camera. Per l’isolamento termico-acustico interno, invece, vista la capacità di adattarsi alle superfici e di contornare le discontinuità, non è raro, ormai, trovare utilizzata la lana di vetro, un silicato amorfo. Essa è ottenuta portando a fusione una miscela di vetro e sabbia che, successivamente, viene convertita in fibre e tagliata ottenendo pannelli, rotoli o fiocchi. Se i pannelli e i rotoli soffrono la presenza dell’acqua, la soluzione in fiocchi, invece, può essere applicata in presenza di umidità.

Fonte: www.meteoweb.eu

Fonte: www.meteoweb.eu

Architettura – Nel West Virginia, per merito di una giovane coppia di artisti americani, si trova una delle prime “case di vetro” al mondo. Un giorno, passeggiando per i boschi di Milwaukee, si sono imbattuti in un capannone abbandonato, di fronte ad un grande spiazzo verde. E colpiti dalla luce che proveniva da quel luogo hanno deciso di acquisire e ristrutturare quella struttura desolata per farne il loro rifugio: un’intera parete di finestre a vetro, di diversa forma e gli interni di solo legno che, di notte, trasformano questa piccola dimora in una grande lanterna che illumina il bosco. Creando, per i due inquilini, per loro stessa ammissione, un’empatia diretta e coinvolgente, con la natura circostante.

Sempre dall’America, sebbene oggi diffusa con qualche esempio anche in Francia e in Inghilterra, proviene un’altra esperienza tanto innovativa, quanto originale: quella delle “Earthship”, ossia abitazioni realizzate con materiali per lo più riciclati – e tra questi anche il vetro – abbinati a soluzioni tecnologicamente avanzate. Una delle più affascinanti caratteristiche delle Earthship è la luce naturale, che risplende all’interno attraverso un opportuno posizionamento di finestre e lucernari. Sono, inoltre, utilizzate bottiglie di vetro, talvolta colorate, per la realizzazione di pareti interne non portanti o porzioni semitrasparenti. Dopo aver lavato ed eliminato le etichette, le bottiglie sono posate su una piccola fondazione di cemento e poste su uno strato protettivo di sacchi di plastica per evitare l’umidità di risalita. Vengono disposte una accanto all’altra con una distanza di circa 2 cm, con gli interstizi chiusi dalla malta. La fila superiore sarà sfalsata di mezza bottiglia per evitare la sovrapposizione dei giunti. Per aumentare, infine, la resistenza della parete, viene posizionata una rete metallica, con delle placche sporgenti utili per agganciare altri elementi costruttivi.

Design – Nel campo del design e dell’arredamento, da diversi anni, sotto la spinta propulsiva di un ecologismo anche solidale, uno dei materiali più impiegati, proprio per la sua versatilità, è il vetro riciclato. Ottenuto dopo un processo industriale non inquinante, non è meno resistente e meno performante di quello vergine, e presenta il pregio di apportare notevoli benefici ambientali: non solo favorisce la riduzione del consumo di materie prime, tra tutte la silice che è un prodotto di cava; ma anche riduce l’accumulo di sostanze nelle discariche e l’emissione di Co2 in atmosfera. Col vetro riciclato, quindi, vengono realizzati lampadari, vasi, tavolini, sedie, portafotografie. La creatività viene esaltata.

Fonte: www.coopstyle.com

Fonte: www.coopstyle.com

Nautica – In questo settore industriale e produttivo, invece, uno dei materiali compositi più impiegati è senza dubbio la vetroresina. Trattasi di un tipo di plastica rinforzata con vetro, impregnata con resina termoindurente, in genere liquida e a base di poliestere o epossidica, che indurisce dopo la lavorazione per intervento di catalizzatori e acceleranti. La vetroresina, materiale leggero e resistente, è largamente utilizzata non solo per la realizzazione di piscine o tavole da windsurf, ma anche di velivoli e di imbarcazioni. E’, tuttavia, usata anche in campo edile, soprattutto da quando è stato messo al bando l’amianto, per alcune lavorazioni di carattere industriale.

Innovazione – Già da qualche anno, sebbene nel campo dell’innovazione le ricerche non terminino mai, si parla di vetri autopulenti e di vetri fotovoltaici. Nel primo caso, si tratta di un importante brevetto registrato dall’ENEA e dal CNR di Faenza ispiratosi alle foglie di loto che non consentono all’acqua di accumularsi, ma la fanno scivolare via. Sottili film ceramici hanno consentito la realizzazione di questi vetri che allo stesso tempo sono in grado di condurre l’elettricità e riflettere il calore. Nel secondo caso, invece, parliamo di un gel al silicio amorfo, reso semiconduttore attraverso un procedimento nanotecnologico, che può essere applicato in intercapedine o superficialmente, trasformando il nostro vetro tradizionale in un “vetro fotovoltaico”.

Credits: www.arredica.com

Autore: Giuseppe Milano, giornalista ambientale



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