Vetrocamera: come scegliere la soluzione giusta?

Le caratteristiche e le prestazioni di un infisso derivano dalla somma di quelle che sono in grado di garantire, individualmente, il telaio da un lato ed il tipo di vetrocamera impiegato dall’altro. All’interno dell’articolo ci occuperemo, in particolare, di quest’ultimo elemento, delle sue proprietà e di come sceglierlo in funzione di esigenze differenti.

Il vetrocamera, spesso comunemente indicato solo come “doppio vetro”, consiste nell’accoppiamento di due o più lastre di vetro tra le quali viene interposto un telaio di alluminio, acciaio o altri materiali plastici, solitamente di spessore variabile tra i 6 e i 22 mm. La perfetta aderenza fra le varie componenti si ottiene attraverso l’impiego di apposite colle e sigillanti, mentre delle presse consentono la creazione, tra le lastre, di camere d’aria stagne al cui interno è possibile inserire anche strati di gas nobili (argon o kripton) in grado di ottimizzare gli scambi termici fra interno ed esterno. Per ottenere vetricamera in grado di fornire risposte ad esigenze diverse, è possibile intervenire sul numero e sullo spessore delle lastre, sullo spessore e sul tipo di riempimento della camera d’aria, sulla presenza o meno di eventuali strati aggiuntivi (ad esempio pellicole fonoassorbenti o capaci di migliorare le prestazioni sotto il profilo della sicurezza), su speciali trattamenti a cui sottoporre le lastre.

Vetrocamera

Fonte: www.campesato.it

La scelta fra le varie tipologie di vetrocamera incide, in modo particolare, su tre aspetti principali: l’isolamento acustico, la sicurezza e il risparmio energetico e la protezione solare.

L’importanza della scelta di quello più adatto ad ottenere migliori prestazioni sotto il profilo dell’isolamento acustico, consente di combattere il rumore ed i disturbi sonori provenienti dall’esterno, spesso causa di stress, di riduzione della capacità di concentrazione e dell’insorgere di problematiche di natura psicologica. In Italia la questione è regolata normativamente dal D.P.C.M. 05/12/1997, in cui sono stabiliti, allo scopo di ridurre l’esposizione umana all’inquinamento acustico, i requisiti acustici passivi per tutti i componenti dell’involucro edilizio, serramenti compresi. Relativamente al vetrocamera i migliori risultati si ottengono agendo sullo spessore dei vetri (per la cosiddetta legge di massa) e sulla composizione asimmetrica delle lastre/camere per ridurre la frequenza di risonanza. Metodi alternativi prevedono invece l’impiego di lastre stratificate unite da uno più film di materiale plastico trasparente e fonoassorbente. Questi svolgono la funzione di ammortizzatori tra le lastre di vetro, impedendo il propagarsi della vibrazione sonora e riducendo, di conseguenza, l’inquinamento acustico.

Per ottenere i migliori rendimenti, va tuttavia precisato che tali accorgimenti devono essere accompagnati dall’impiego di serramenti di qualità e da posa in opera effettuata a regola d’arte.

Il secondo, fondamentale aspetto è quello relativo alla sicurezza, regolato, tra le varie norme, dalla UNI 7697 “Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie”. Quest’ultima, resa obbligatoria dal D. Lgs. 206/2005 “Codice del consumo” ed aggiornata nel Febbraio 2015, vieta di immettere sul mercato prodotti non sicuri (ne rispondono progettisti, fornitori e posatori) e prescrive i criteri di scelta delle lastre da impiegare nei casi in cui si presentano potenziali pericoli. Ad esempio impone l’obbligo di utilizzare vetro di sicurezza sul lato interno di vetrate poste oltre 100 cm dal calpestio e per tutte le porte-finestre degli edifici residenziali.

Vetrocamera

Fonte: www.italiamac.it

Per poter classificare un vetrocamera come vetro di sicurezza, questo deve essere composto da vetri temperati o da vetri stratificati: i primi sono costituiti da lastre accoppiate tenute insieme da un sottile strato di materiale plastico trasparente (PVB – Polivinilbutile) che, in caso di rottura, mantiene solidali i frammenti di vetro evitando che le lastre si frantumino; il loro impiego è obbligatorio per la realizzazione di parapetti e balaustre (con PVB min. 0.76). I secondi sono invece vetri sottoposti ad uno specifico trattamento che prevede riscaldamento e repentino raffreddamento: in questo modo essi acquisiscono maggiore resistenza alle sollecitazioni meccaniche ed ai cosiddetti shock termici.

Infine il terzo aspetto, quello relativo a risparmio energetico e protezione solare. Serramenti e vetrate sono infatti i principali strumenti attraverso cui si verifica lo scambio termico tra l’interno e l’esterno delle nostre abitazioni, che può avvenire secondo tre differenti modalità: per conduzione, quando il trasferimento di calore avviene tra corpi in contatto diretto ma senza spostamento di materia, per convezione, quando il calore si trasmette tra un corpo solido ed un fluido o gas con spostamento di materia, e per irraggiamento, cioè quando si ha il trasferimento elettromagnetico di calore tra due corpi a temperature diverse ed in funzione della loro emissività superficiale.

Vetrocamera

Fonte: www.lavorincasa.it

Pertanto, per migliorare le prestazioni del vetro, è possibile agire sulle caratteristiche in grado di incidere sullo svolgimento di tali scambi: quelli che avvengono per conduzione e convezione possono essere ridotti attraverso il riempimento della camera d’aria con gas nobili (come i già citati argon o krypton) più pesanti dell’aria. L’impiego di vetri basso emissivi consente invece di limitare il trasferimento di calore verso l’esterno per irraggiamento, dimezzando le normali dispersioni termiche di un vetrocamera tradizionale: essi sono ottenuti attraverso un processo che permette la formazione sulla superficie delle lastre di un rivestimento (coating), composto da depositi o da ossidi di metalli nobili. Viceversa, per limitare l’irraggiamento del Sole verso l’interno, alcune aziende offrono la possibilità di installare vetri selettivi, che permettono il passaggio dei raggi visibili (o luce naturale) e schermano quelli invisibili (UV e infrarossi). In questo modo si garantisce buona illuminazione interna, si riducono le dispersioni termiche verso l’esterno e si risparmia energia.

Vetrocamera

Fonte: www.campesato.it

Infine, ad ulteriore ottimizzazione del comportamento dell’infisso dal punto di vista del risparmio energetico, Campesato offre la possibilità di impiegare elementi distanziatori o giunti perimetrali del vetrocamera in materiali a conducibilità termica minore rispetto a quelli tradizionali in alluminio. Infatti questi elementi sono spesso soggetti al verificarsi di fenomeni di condensa dovuti al ponte termico che si crea tra essi ed il vetro: la sostituzione dell’alluminio con l’acciaio o con derivati plastici consente di dimezzare le perdite termiche perimetrali del vetrocamera, di aumentare la temperatura superficiale delle lastre e, quindi, di ridurre il fenomeno di condensa. E’ questo il cosiddetto “warm edge” o “giunto caldo” e contribuisce al netto miglioramento delle prestazioni termiche dell’infisso.

Author: Arch. Elena Ottavi



Vuoi sapere qual è il rivenditore a te più vicino o avere maggiori informazioni? Contattaci!

Nome*

Email*

Cognome*

Provincia*

Messaggio

vedi anche

altri articoli