Zaha Hadid: Architettura e Dinamismo a 360 gradi

Lo scorso 31 Marzo il mondo dell’architettura si è trovato, improvvisamente e prematuramente, a dover dire addio a Zaha Hadid, prima donna ad aggiudicarsi i tre più prestigiosi riconoscimenti in tale ambito: il Pritzker Prize (2004), il premio Stirling (2010 e 2011) e la medaglia d’oro del Royal Institut of British Architecs (2016). Originaria di Baghdad, è approdata all’architettura dopo essersi laureata in matematica pura a Beirut e dopo aver frequentato la prestigiosa Architectural Association di Londra, dove è entrata in contatto con personaggi del calibro di Rem Koolhaas e Bernard Tshumi. Oltre ad aver realizzato decine di progetti sparsi in tutto il mondo, ha insegnato in sedi universitarie prestigiose, tra cui Harvard, Yale, la Columbia University e l’Università di Arti Applicate di Vienna. La sua arte poliedrica l’ha portata a lavorare anche nell’ambito del design, dell’arredamento, della moda, dell’allestimento di mostre e scenografie per eventi teatrali e spettacoli.

Zaha Hadid

Divano MOON SYSTEM per B&B Italia | Fonte: www.archiexpo.it

Diceva che se la realtà è fatta di 360°, perchè limitarsi solo ad uno? Per questo la sua architettura parte dall’ordine e dall’equilibrio vitruviani, li stravolge e li rimette in discussione, per arrivare ad un’estetica nuova e visionaria, in cui le forme sono sinuose, morbide e leggere e salgono, si muovono, si piegano, si allungano in maniera quasi aerodinamica. Sotto il profilo tecnico – esecutivo, ciò si traduce nella scelta e nella messa in opera di materiali e tecnologie all’avanguardia e capaci di garantire prestazioni eccezionali: superfici dalle forme proibitive, volumi sospesi, grandi vetrate, spigoli, slittamenti, pareti dalle mille inclinazioni.

Vediamone alcuni fra gli esempi che ci ha lasciato in Italia.

Zaha Hadid

MAXXI – Museo delle Arti del XXI secolo, Roma | Fonte: www.georgexlin.com

Il primo e, probabilmente il più celebre, è il MAXXI -Museo delle Arti del XXI secolo di Roma, inaugurato nel 2010 e che le è valso il primo premio Stirling. Il progetto è articolato secondo volumi sovrapposti irregolarmente su tre livelli, a disegnare una sorta di “L” fatta di linee forza che sembrano in movimento. Ne risulta una complessità di spazi che oltrepassano il concetto tradizionale di museo con un dentro ed un fuori: al contrario, quello disegnato da Zaha Hadid è un vero e proprio spazio urbano, in cui interni ed esterni si intersecano ed intrecciano in una relazione strettissima e che, quasi, obbligano i visitatori a percorrerli senza mai tornare indietro. Dal punto di vista costruttivo, il MAXXI è realizzato in cemento armato faccia a vista, acciaio e vetro e presenta una particolare copertura in vetro in grado di modulare la luce solare esterna.

Zaha Hadid

Residenze Hadid, City-Life, Milano | Fonte: www.aasarchitecture.com

A Milano, invece, sono ancora in corso i lavori di completamento degli edifici del complesso City-Life per la riqualificazione dell’ex quartiere Fiera. In questo contesto Zaha Hadid si è occupata della progettazione del complesso residenziale denominato Residenze Hadid e della Torre Generali. Il primo, completato nel 2015, è costituito da sette edifici, suddivisi su due aree e la cui cifra architettonica è rappresentata dalla sinuosità delle linee. Sono tutti diversi l’uno dall’altro, con altezza variabile da 5 a 13 piani, così come gli appartamenti che ospitano, che presentano piante e dimensioni diverse in un’ottica di flessibilità e di attenzione estrema per l’esposizione e le condizioni di comfort interno. Le facciate esterne sono state realizzate con pannelli in fibra di cemento alternati ad altri in legno che accentuano l’effetto plastico dei volumi e il senso di movimento.

Zaha Hadid

Render torri City-Life, Milano | Fonte: www.archdaily.com

Ancora in costruzione è invece la Torre Generali, concepita come sovrapposizione di piani, definiti “lastre”, che ruotano tutti intorno ad un asse in verticale in modo che l’angolo sia sempre diverso ad ogni livello.

Si sono conclusi nel 2015 i lavori per la realizzazione del Messner Mountain Museum (MMM Corones) al Plan De Corones in Trentino, dedicato all’alpinismo. Questa architettura é disposta su tre livelli, per un totale di circa 1000 mq, letteralmente scolpiti all’interno della montagna: ne fuoriesce solo un piccolo volume vetrato e angolato, che ricorda uno spuntone di roccia ghiacciata e che segnala l’ingresso. I percorsi interni sono consentiti da una rampa che scende connettendo le varie sale. Dal museo si può godere di una visuale a 240° sulle vette circostanti grazie ad aperture vetrate e balconi panoramici che, nello stesso tempo, garantiscono anche la naturale illuminazione degli ambienti interni.

Zaha Hadid

Messner Mountain Museum, Plan De Corones | Fonte: www.arch2o.com

Questi sono soltanto alcuni degli esempi delle architetture che Zaha Hadid lascia in eredità all’Italia, forse non le più famose tra tutte quelle che ha realizzato nel mondo, e senza contare le opere che ha progettato e firmato per molte grandi case di design ed arredamento. Ci trasmettono, ad ogni modo, i principi fondamentali e le caratteristiche che le rendono inconfondibili e capaci di sorprenderci ogni volta.

Credits cover: www.italymagazine.com

Author: Elena Ottavi



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